Un collettore solare in laboratorio
Il progetto dei ragazzi del Mattei

Gli alunni del tecnologico hanno realizzato un modello Sistema di specchi rotanti che generano vapore

Un collettore solare in laboratorio Il progetto dei ragazzi del Mattei
La classe terza E dell’istituto tecnico tecnologico Mattei, che ha realizzato il collettore solare

Porta la firma della classe terza E ad indirizzo Informatica il collettore solare, realizzato in laboratorio all’istituto tecnico tecnologico Mattei di Sondrio.

Un progetto, che è nato da un duplice percorso: uno di educazione civica e uno sulle Stem, acronomico inglese che sta per Science, technology, engineering and mathematics.

«All’inizio di quest’anno i docenti del consiglio di classe hanno deciso, tra le altre attività, di approfondire i temi legati alla sostenibilità ambientale per una transizione energetica “green” e consapevole» premette il dirigente scolastico Massimo Celesti.

Grazie agli interventi di tutti i docenti, i ragazzi hanno iniziato «a comprendere la stretta correlazione tra le questioni etiche e quelle ambientali, così da acquisire maggiore consapevolezza e conoscenza delle politiche e degli obiettivi globali per promuovere lo sviluppo sostenibile».

Per dare concretezza e scopo tangibile a questo studio, la classe, insieme agli insegnanti Giovanni Battista Turchi e Federico Piccinali, ha formulato idee e sviluppato vari progetti di sistemi di gestione dell’energia.

Tra questi il collettore solare, sulla cui realizzazione interviene Turchi: «Importante è stato l’utilizzo delle Stem per produrre un modello funzionante di collettore solare: specchi semoventi ruotano seguendo il sole - ne spiega il funzionamento il docente di informatica - in modo da concentrare la luce su un generatore di vapore, che mette in moto una turbina collegata a una dinamo».

Il pregio dello studio non è l’efficienza del sistema, «bensì la metodologia e gli spunti di riflessione etici, scientifici e tecnici che sono venuti man mano alla luce». La matematica è servita per trovare «le equazioni che legano l’angolo di incidenza del fascio luminoso sugli specchi e l’angolo di rotazione del motore che li orienta». Le scienze, in particolare la fisica, «hanno permesso di sfruttare convenientemente la legge della riflessione totale».

Dopodiché ingegneria e tecnologie informatiche, «che hanno consentito di realizzare il modello fisico e di programmare la basetta sperimentale Arduino, “cervello” del sistema».Anche il sensore che rileva la posizione del sole rispetto all’apparato sfrutta principi di fisica elettrica relativi ai partitori di tensione. Gli studenti hanno realizzato anche «modelli di sistemi con pannelli fotovoltaici a inseguimento solare».

Hanno prodotto anche presentazioni multimediali per illustrare gli argomenti. Altri ancora si sono concentrati sulla “educazione energetica” e sulla tecnologia delle pale eoliche, realizzando un software che propone un quiz.

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