Turismo: «Gennaio al 50%
ora va un po’ meglio
Mancano sempre gli stranieri»

Galli (Federalberghi) sulle prospettive del settore cardine della nostra economia

Turismo: «Gennaio al 50% ora va un po’ meglio Mancano sempre gli stranieri»
Sciatori a Livigno, nei fine settijmana ci sono stati picchi positivi

Gennaio a metà delle possibilità, segnali di ripresa per le feste di Carnevale ora che le restrizioni anti Covid si allentano, qui come all’estero, ma ancora grosse incognite sui mesi di marzo e aprile, nonostante le festività pasquali e paradossalmente segni più incoraggianti per l’estate, quando si spera, come accaduto nei due anni precedenti, che il virus mollerà la presa.

Altalenante

E’ una stagione invernale particolare e altalenante quella che le località turistiche della provincia di Sondrio stanno vivendo. Una stagione priva di certezze che deve affidarsi all’evoluzione della situazione pandemica e di ciò che questo comporta da un punto di vista delle limitazioni e delle ripercussioni sulla psicologia e sulle abitudini delle persone.

«Il fatto che si stiano togliendo un po’ di restrizioni qui in Italia, a partire dal venir meno dell’obbligo della mascherina all’aperto, ma anche all’estero, soprattutto in Gran Bretagna e Francia che fanno da apripista - dice Roberto Galli, presidente provinciale di Federalberghi e di Valtellina turismo - è da leggere in maniera del tutto positiva. Il segno di una libertà vicina: c’è l’idea che si stia finalmente andando verso il meglio».

Intanto però la situazione non è idilliaca. Certo le strutture ricettive sono aperte così come gli impianti di risalita, a differenza di quanto accaduto lo scorso anno, ma l’impennata di contagi all’inizio di questo 2022 ha smorzato entusiasmi e frenato gli arrivi.

«Gennaio è stato intorno al 50% delle possibilità per quelli a cui è andata bene - sciorina i dati Galli -, con qualche picco durante il week end. Soprattutto gli italiani hanno approfittato del fatto di trovare posto anche in quelle località, e penso in particolare a Livigno, dove generalmente è difficile trovare disponibilità nel fine settimana. Adesso, con l’allentamento dei casi e un maggiore ottimismo, ma come accade sempre, si sta un po’ riprendendo. Certo siamo ancora un po’ sottotono, non al 100% delle possibilità, ma almeno avremo un carnevale buono».

Sul prosieguo della stagione invece ci sono ancora molte incertezze. «Al momento - dice il presidente di Federalberghi - siamo ancora decisamente indietro. Per il resto del mese di febbraio si viaggia intorno al 70%, percentuale che scema proiettandoci più avanti: 40% e 30%. Può anche essere che le prenotazioni arrivino all’ultimo minuto, come ormai ci siamo abituati a vedere, ma intanto la situazione è questa. Non una stagione record, insomma».

Penalizzati

A pesare, soprattutto in Alta Valle, è la mancanza dei turisti stranieri bloccati in larga parte dalle misure anti Covid e dalla confusione intorno ad esse provocata dalla mancata armonizzazione delle regole a livello europeo.

«Risolto il problema della durata del Green pass per gli stranieri e anche dell’accettazione di vaccini come lo Sputnik finalmente riconosciuto dall’Oms - spiega Galli - resta aperta la questione dei bambini che non hanno i vaccini e che ancora non possono venire. A febbraio e marzo il cliente tipico è la famiglia e quindi questo crea grosse difficoltà. Continuano a dire che il Governo lo sa, Garavaglia (il ministro del Turismo, nda) dice che a breve decideranno, ma intanto il tempo passa. Se non decideranno a breve ci saranno famiglie che rinunceranno alla vacanza sugli sci o che alla fine andranno da un’altra parte. Infatti la domanda non è altissima. Prevedo che si troverà sempre disponibilità un po’ ovunque. Avremmo potuto andare un po’ meglio senza tutte queste restrizioni che sono un po’ esagerate».

Gli stranieri possono infatti entrare in Italia con il solo tampone, ma poi senza vaccinazione non possono accedere alle strutture ed usufruire dei servizi. «Per quanto riguarda le famiglie - insiste Galli - si tratta per lo più di genitori vaccinati che hanno però bambini che non lo sono. Bisognerebbe consentire loro di usufruire dei servizi anche facendo tamponi ogni 48 ore se necessario, evitando questo divieto assoluto».

Persa la speranza di vedere regole uguali per tutti i Paesi europei, resta quella di poter archiviare quanto prima questa pandemia. La preoccupazione per gli effetti del Covid però non riguarda l’estate. «Ne abbiamo fatte due in piena pandemia - ricorda Galli - e dunque per la stagione più calda nutriamo grandi speranze. Anche perché già ora i numeri indicano una discesa decisa dei contagi, cosa che ci attendevamo più avanti. Meglio così».

Tra l’altro il mercato estivo proprio grazie alla minore incertezza si sta già muovendo. «Paradossalmente non abbiamo prenotazioni per marzo, ma ne abbiamo già per luglio e agosto - conclude Galli -. Speriamo che la troppa sicurezza non porti però le persone ad andare all’estero abbandonando le nostre località».

© RIPRODUZIONE RISERVATA