Turismo a Pasqua
Ripresa in extremis
e la Valle si riempie

Prenotazioni Galli: «Molto bene Livigno e Valmasino» Agroturismi vicini al tutto esaurito: «Media di tre notti» Coldiretti e Terranostra: «Va meglio, ma non basta»

Turismo a Pasqua Ripresa in extremis e la Valle si riempie
Visite guidate in città settimana scorsa: il movimento è confermato anche per Pasqua

Non da tutto esaurito, con una situazione a macchia di leopardo nelle varie località di villeggiatura, ma certamente una buona Pasqua, meglio di quanto le prenotazioni non facessero supporre anche soltanto fino a una settimana fa.

Prenotazioni in ritardo

Dopo settimane di calma piatta e telefoni muti, soffia aria di soddisfazione sul turismo valtellinese per questo primo vero ponte primaverile, l’ultimo sugli sci per la gran parte delle località valtellinesi, favorito da una situazione di contagi Covid tutto sommato sotto controllo e da previsioni meteo che, fortunatamente, prospettano cieli sereni e sole pressoché ovunque.

«Le prenotazioni per Pasqua si sono mosse molto tardi, ma infine si sono mosse - conferma Roberto Galli, presidente di Federalberghi e di Valtellina turismo -. Alcuni territori vanno meglio di altri e mi riferisco alla Valmasino dove sono molto contenti, piuttosto che Livigno. Qualcosa meno fanno registrare Bormio e il Tiranese, ma in generale possiamo parlare di un buon afflusso. Tra l’altro, viste le previsioni meteo favorevoli ci sarà anche un notevole turismo di passaggio a favore di tutti i servizi extralberghieri, a partire dai ristoranti dove le prenotazioni sono numerose».

Preoccupazioni

E si va vicini al tutto esaurito anche negli agriturismi di Sondrio secondo la stima di Coldiretti e Terranostra. Anche in questo caso gli effetti della guerra in Ucraina e il caro energia, oltre all’andamento incerto dei contagi nelle ultime settimane, hanno avuto un forte impatto sulle intenzioni di vacanza degli italiani favorendo le decisioni “last minute”. E in quest’ottica le scampagnate fuori porta rappresentano una soluzione ideale.

«Certamente le tensioni internazionali e l’incertezza dovuta alla pandemia hanno rallentato le prenotazioni rispetto all’epoca pre Covid, favorendo le scelte dell’ultimo minuto - dice Angelo Cerasa, presidente Terranostra Sondrio-. In ogni caso, ora è tutto pronto e le prenotazioni per Pasqua sono pressoché al completo. Il periodo pasquale, e più in generale tutto il secondo trimestre dell’anno tra aprile, maggio e giugno, rappresentano un momento importante per gli agriturismi».

«Dopo aver scontato in maniera più pesante e repentina le limitazioni imposte dalla pandemia e dalle restrizioni - aggiunge - stiamo assistendo a una nuova rinascita, c’è un rinnovato entusiasmo, il desiderio di stare insieme, di vivere l’aria aperta. «Siamo impegnati in questi primi giorni di sole con percorsi didattici in fattoria pranzi e cene concentrati per lo più nei week end, ma la macchina organizzativa si è messa in moto anche in vista del 25 aprile».

Fattoria didattica

A Pasqua la media delle prenotazioni è di 3 notti. «Possiamo dirci soddisfatti che tanti turisti alla ricerca del relax e della buona tavola scelgano le nostre strutture - dicono da Terranostra -. Questo però non basta a colmare le perdite subite in questi anni di pandemia».

«Il lavoro che dobbiamo continuare a fare - aggiungono - è collettivo e trasversale: lo stiamo facendo attraverso un impegno quotidiano e capillare di formazione e supporto alle imprese. Ma abbiamo necessità del sostegno da parte di tutte le competenze e le istituzioni affinché il rilancio non sia solo economico, ma anche di immagine».

In Lombardia sono oltre mille gli agriturismi che offrono servizio di ristorazione per un totale di circa 40mila posti a tavola, mentre più di 900 strutture hanno attività di alloggio per un totale di circa 15mila posti letto.

I ponti di Pasqua e primavera rappresentano un appuntamento molto atteso dal settore turistico in generale e agrituristico, in particolare, con le aziende che in Lombardia, tra alloggio e ristorazione, hanno perso circa 80 milioni di euro in due anni in base a una proiezione di Coldiretti Lombardia sulle stime elaborate dalla Coldiretti a livello nazionale.

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