Truffe del falso nipote: le accuse alla donna svizzera

L’inchiestaSettant’anni, fermata a Chiasso dalla Squadra mobile. Due i casi messi a segno a Sondrio. Secondo le accuse, un complice telefonava fingendosi un congiunto che aveva urgente bisogno di soldi

Truffe del falso nipote: le accuse alla donna svizzera
Le indagini sono state condotte dalla Squadra mobile della Questura

Due settimane fa, in un normale mercoledì di metà novembre, sei donne ultraottantenni hanno ricevuto la chiamata di un uomo che si spacciava per il loro nipote in difficoltà, chiedendo soldi o gioielli. In due casi è riuscito: una sua complice, fingendosi vuoi impiegata di un notaio, vuoi agente di polizia, si è fatta consegnare in tutto 1.500 euro in contanti e gioielli per 35 mila euro.

Giovedì, quindici giorni dopo, la Squadra mobile di Sondrio, in collaborazione con la Polizia di frontiera di Como Ponte Chiasso, del Centro di cooperazione di polizia e doganale di Chiasso e della Polizia del Canton ticino, ha arrestato una donna svizzera di 70 anni, sulla base di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal gip del Tribunale di Sondrio su richiesta della Procura, per il reato di truffa. Indagini sono in corso per risalire anche al complice o ai complici.

Avanti e indietro

Secondo la polizia la donna ha utilizzato la propria casa svizzera in Ticino «quale riparo per l’attività illecita - si legge in un comunicato stampa - effettuando continui viaggi tra il territorio elvetico e quello italiano, in particolare in diverse province del nord Italia, muovendosi utilizzando esclusivamente autovetture noleggiate in Svizzera (quasi sempre Smart), che venivano sostituite continuamente così da evitare di essere rintracciata».

L’indagine della Squadra mobile di Sondrio è partita dopo una serie di truffe e tentativi di truffa commessi a Sondrio il 16 novembre scorso: per la precisione sei casi, di cui quattro tentati e due riusciti ai danni di anziani, donne di età compresa tra gli 80 e i 94 anni.

Di una di loro, 94 anni, la più anziana, avevamo scritto pochi giorni dopo: aveva fiutato la truffa e non c’era cascata. La donna ha capito che al telefono non c’era il nipote ma un estraneo e l’aveva smascherato. Ma non a tutte è andata così bene.

Le vittime sono state contattate telefonicamente sull’utenza fissa di casa. Al telefono si presentava un uomo che, dichiarando di essere il nipote, riferiva di essere rimasto coinvolto in un grave incidente. “Agganciata” la vittima, partivano le richieste di denaro e oggetti preziosi, necessarie - a dire dell’interlocutore - a far fronte ai danni derivanti dall’incidente.

Gli anziani raggirati venivano fatti scendere di casa, dove - secondo le accuse - ad attenderli c’era la 70enne svizzera, che si presentava di volta in volta come l’assistente del notaio, oppure come la poliziotta che stava seguendo la vicenda. La quale sarebbe riuscita a farsi consegnare 1.500 euro in contanti e 35.000 euro in gioielli d’oro e d’argento.

Smartphone

All’atto dell’arresto, sono stati sequestrati all’indagata vari telefoni, tra cui due iPhone ed un cellulare gsm, forse quelli utilizzati per le truffe; poi mille euro in contanti e sei carte di credito svizzere. La donna dopo l’arresto è stata portata nel carcere di Como, dove sarà interrogata.

«Per evitare di incappare in queste truffe - afferma il commissario capo Nicolò Battisti, che dirige la Squadra mobile sondriese - bisogna seguire qualche consiglio. Innanzitutto, ricordate sempre che nessun incidente o danno alla salute prevede che si debbano dare nell’immediato soldi a sconosciuti. E nessun poliziotto o dipendente pubblico verrà mai a riscuoterli a casa vostra. Se ricevete chiamate sospette, poi, non rivelate informazioni relative alla vostra famiglia o alla vostra situazione economica, e nel dubbio chiamate subito un parente e segnalate l’accaduto alle forze dell’ordine».

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