Truffa del bonifico, perde 40mila euro
Compra auto usata con l’Iban sbagliato

Venerdì nero Hackerata la corrispondenza intercorsa tra l’acquirente e la concessionaria

Truffa del bonifico, perde 40mila euro Compra auto usata con l’Iban sbagliato
Il commissario capo Federica De Furia con il questore Angelo Giuseppe Re

Sondrio

Un venerdì nero come la pece quello vissuto da una donna valtellinese, di mezza età, rimasta vittima di una frode informatica architettata di tutto punto.

Ammontano a 40mila gli euro che ha perso per il solo fatto di aver effettuato il bonifico a saldo dell’acquisto di un’auto usata, su un’Iban diverso da quello della concessionaria di riferimento.

E non per il fatto di aver, erroneamente, digitato qualche cifra o lettera dell’Iban, nel qual caso, con ogni probabilità, l’errore di digitalizzazione sarebbe emerso immediatamente e l’operazione annullata a prescindere.

Niente affatto. L’Iban è stato composto in modo inappuntabile, solo che non era quello della concessionaria valtellinese con la quale aveva stipulato, nel maggio scorso, il contratto di acquisto, ma di truffatori, professionisti dell’hackeraggio, inseritisi nella corrispondenza mail della donna.

«Si tratta di soggetti in grado di “bucare”, così si dice in gergo tecnico, una trattativa in corso via e-mail - spiega Federica De Furia, commissario capo -, inserendosi nella medesima fino a gestirla completamente a loro beneficio. Ovviamente, lo fanno in modo talmente sottile da trarre in inganno, quasi senza rimedio, la vittima designata. Per questo invitiamo, costantemente, i cittadini a prestare la massima attenzione alle operazioni di compravendita online e ad utilizzare software e browser completi e aggiornati, dotati di antivirus di buona qualità e di ultima versione».

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