Treni fermi, l’ira di Levissima: disagi economici e con le consegne

Il trasporto si è spostano dai vagoni merci ai tir

Treni fermi, l’ira di Levissima: disagi economici e con le consegne

«Disagi dal punto di vista economico e della disponibilità delle merci». A denunciarli a seguito della chiusura della tratta ferroviaria Colico-Tirano, che ha sospeso il trasporto passeggeri e merci dal 26 giugno al 9 settembre per realizzare lavori infrastrutturali, è il Gruppo Sanpellegrino cui fa capo anche la Levissima che ha dovuto spostare su gomma tutto ciò che prima viaggiava sui binari. Un carico che da solo, secondo la stima fatta dall’Aci di Sondrio, vale il 20% aggiuntivo di traffico pesante sulle strade della provincia.

I primi due giorni di chiusura della ferrovia (di domenica i camion, con rare eccezioni, sono fermi) non hanno provocato particolari problemi ai tir dell’azienda, nessun caso da evidenziare, ma certo pur essendo stata fatta una pianificazione attenta per sopperire all’assenza del servizio ferroviario la situazione comporta disagi. E continuerà a farlo, inevitabilmente, per tutta l’estate.

«Nonostante il sostegno da parte della Regione Lombardia per attenuare l’impatto che questa decisione ha sul nostro business - spiega in una nota il Gruppo -, siamo riusciti solo parzialmente a gestire la situazione dirottando i carichi sulla stazione di Lecco fino al limite di capacità logistica. I disagi economici e di disponibilità delle merci rimangono».

Affermazioni quelle di una delle più grandi realtà nel campo del beverage in Italia e nel mondo con acque minerali e bevande di altissima qualità che non lasciano molto spazio a dubbi od interpretazioni.

Un problema che seppur con altre ricadute riguarda anche chi abitualmente lavora sulle strade come i corrieri espresso che giornalmente trasportano la merce ordinata on line. Ed è tanta considerando che la provincia di Sondrio detiene il record di shopping in rete.

«Sulle strade un vero delirio: traffico da Colico a Bormio» lamentava ieri Loris Cantoni del franchising Gls che nelle tre filiali valtellinesi conta 115 occupati. A pesare è la maggior presenza di auto private lungo l’arteria provinciale nelle ore di punta dei pendolari: al mattino presto e nel tardo pomeriggio dopo la chiusura degli uffici. Molti di coloro che abitualmente usavano il treno per spostarsi, davanti alla necessità di prendere un autobus sostitutivo, hanno optato per il mezzo privato incidendo sulla mole di traffico lungo la Statale. Che fortunatamente finora ha retto l’onda d’urto senza incidenti o blocchi eccessivi.

«Tutto sommato la situazione è tranquilla» dice Fausto Acquistapace il referente trasporti di Confartigianato che per primo, in occasione dell’assemblea dell’associazione di categoria, parlò pubblicamente della chiusura della ferrovia chiedendo, contestualmente, attenzione «per una strada alternativa idonea come la Statale 39» e per un traforo «che ci consentirebbe di non essere isolati in caso di incidenti o calamità».

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