Tentato omicidio, nove anni all’avvocato

L’udienza Riccardo Tarotelli, di Berbenno, condannato a 9 anni e 8 mesi per il tentato omicidio della compagna, più di quanto avesse chiesto il pm. assolto dall’accusa di sequestro e rapina

Tentato omicidio, nove anni all’avvocato
Berbenno, i sigilli all’abitazione dove avvenne il grave fatto di cronaca

Il pubblico ministero aveva chiesto 7 anni di reclusione, ma il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Sondrio, Fabio Giorgi, non l’ha ritenuta una richiesta sufficiente e ieri ha condannato Riccardo Tarotelli, 43enne, a 9 anni e 8 mesi (con rito abbreviato) pur assolvendolo da due delle accuse più importanti.

Si è chiusa l’udienza per tentato omicidio, sequestro di persona, rapina e maltrattamenti familiari che vedeva alla sbarra l’avvocato di Berbenno, arrestato dai carabinieri il 26 giugno 2019 in una baita a Gaggio dopo che aveva sparato alla convivente che voleva lasciarlo.

La lunga udienza di ieri si è conclusa attorno alle 13.30, quando il gup ha pronunciato la sentenza. Il giudice ha ritenuto l’imputato colpevole di tentato omicidio e maltrattamenti in famiglia, mentre lo ha assolto dall’accusa di aver sequestrato la figlioletta di pochi mesi, che portò con sé dopo il tentato omicidio e con la quale fu poi ritrovato, ore dopo, in una baita di sua proprietà; così come da quella di rapina (per aver portato con sé la borsa della donna, secondo l’accusa per impedirle di chiedere aiuto perché al suo interno c’era il telefono cellulare; ma borsa e telefono rispuntarono dopo il dissequestro proprio in casa della coppia, da qui la presa di posizione della difesa, che ha sempre negato la rapina e sostenuto che non si siano mai mossi dall’appartamento, nonostante in tanti l’avessero cercati e mai trovati). “Solo” contravvenzioni, infine, per le accuse legate al porto della pistola.

Oltre alla condanna a 9 anni e 8 mesi di reclusione, oltre due anni e mezzo in più rispetto a quanto richiesto dal pm Stefano Latorre, il giudice ha deciso anche, come primo parziale risarcimento nei confronti delle costituite parti civile, una provvisionale immediatamente esecutiva di 50mila euro ciascuno per l’ex compagna e la figlia, ma la cifra del risarcimento verrà poi decisa in sede civile.

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