Tac e risonanze, prenotazioni sospese

Sanità Per carenza di personale dal primo settembre si faranno soltanto le urgenze e quelle già in agenda. Asst: «Abbiamo bisogno di riorganizzare Radiologia in base alle forze che abbiamo, contiamo di riaprirle presto»

Tac e risonanze, prenotazioni sospese
Il reparto di Radiologia dell’ospedale di Sondrio

Asst ha sospeso la diagnostica per immagini dal 1° settembre. In pratica, sono state sospese le prenotazioni per le risonanze magnetiche a Sondrio e a Sondalo, per le Tac a Sondrio, Sondalo, e Morbegno, mentre, a Chiavenna, vengono accettate solo per alcuni giorni alla settimana, così come, sempre dal 1° settembre, sono sospese le agende per le ecografie a Morbegno e Sondalo (salvo quelle senologiche), mentre a Chiavenna si effettuano solo nelle giornate di martedì e giovedì.

Le eccezioni

Fanno eccezione le risonanze magnetiche, le Tac e le ecografie richieste in regime di urgenza, cioè quelle per cui è riportata la priorità U (urgente) sulla prescrizione medica. Nessun problema nemmeno per chi aveva già prenotato gli esami. In questi casi la prestazione è, ovviamente, assicurata.

«Il problema è sempre la carenza di personale - precisano da Asst Valtellina e Alto Lario - che stiamo cercando a tambur battente. Per questo abbiamo chiuso, temporaneamente, le prenotazioni dal 1° settembre, per la necessità di dover procedere ad una riorganizzazione in base alle forze che abbiamo in Radiologia. Dobbiamo valutare la situazione a prenotazioni chiuse, ma siamo sicuri che a breve potremo riaprirle. Teniamo a precisare, in ogni caso, che tutti gli esami urgenti sono garantiti».

Insomma, anche se l’emergenza Covid, quella della prima ora, che faceva paura perché faceva morti su morti, è finita, la coda emergenziale, in sanità, resta. E resterà tale, probabilmente, per molto tempo ancora, perché figlia non solo del coronavirus, che, comunque, sta mietendo ancora tante “vittime” anche fra gli operatori sanitari mettendoli fuori gioco, ma anche della scarsità di nuove leve in sanità prodotte dalle università e dalle scuole di specialità, per anni, a numero chiuso.

E’ una situazione drammatica, comune, va detto, a tutte le aziende sanitarie italiane (e non solo), e questo rende ancor più difficile trovare sul mercato professionisti disposti a venire in provincia di Sondrio data l’abbondanza di posti a disposizione ovunque.

Da Asst Valtellina e Alto Lario, tuttavia, giunge la rassicurazione che tutto quello che è «possibile fare per risolvere la situazione viene fatto - dicono -, giorno dopo giorno, ora dopo ora, perché i problemi sono conosciuti e affrontati per tempo, solo che le soluzioni purtroppo, non sono dietro l’angolo».

L’invito

L’invito è anche a non esasperare possibilmente i toni, perché la situazione è delicata e difficile, ma capace, fortunatamente, di volgere al meglio, anche nel giro di poco. Non appena, infatti, giungono medici in rinforzo, gli ostacoli si superano e i parametri rientrano nella quasi normalità. Come starebbe accadendo al Punto nascita di Sondalo.

In realtà le lamentele fioccano, come raccontano dal movimento“Rinascita Morelli autonomo” che riceve segnalazioni dall’interno delle strutture ospedaliere da medici e personale di supporto e dai cittadini-utenti che raccontano di esperienze vissute in presa diretta.

Sotto accusa, ancora, il servizio reso dal Pronto soccorso di Sondalo, ma anche i rinvii, in atto, delle visite di controllo in Neurologia, il cui servizio di stroke unit contro ictus e ischemie è sospeso fino al 15 agosto. I casi vengono dirottati, in elicottero, al Niguarda di Milano.

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