Svolta al Bim, la sfiducia è ufficiale

Ecco motivazioni e nomi del direttivo

In calce 49 firme di amministratori che chiedono le dimissioni della Cioccarelli. Alla carica di presidente proposto Alan Vaninetti - Insieme a lui Baruffi, Rossi, Corvi e Volpato.

Svolta al Bim, la sfiducia è ufficiale Ecco motivazioni e nomi del direttivo
L’assemblea del Bim del marzo scorso, acque agitate all’interno del Consorzio

Se ne parlava da settimane, ora è ufficiale. Lunedì negli uffici del Bim è stata protocollata la mozione di sfiducia nei confronti della presidente Carla Cioccarelli, ex sindaco di Aprica: una pagina di motivazioni e i fogli con 49 firme di altrettanti rappresentanti dei Comuni nell’assemblea dell’ente. E la proposta di un nuovo direttivo per il Consorzio, con cinque nomi, tutti di sindaci: presidente Alan Vaninetti di Cosio Valtellino, vicepresidente Fernando Baruffi di Tresivio (che già ricopre la carica nell’attuale esecutivo), consiglieri Michele Rossi di Samolaco (anche lui membro del direttivo guidato da Cioccarelli), Dario Corvi di Aprica e Roberto Volpato di Bormio.

Depositato il documento, ora ci saranno trenta giorni di tempo per convocare l’assemblea generale del Consorzio, chiamata a discutere e votare la mozione di sfiducia: perché presidente e comitato esecutivo decadano, il documento dovrà essere approvato «per appello nominale a maggioranza assoluta dei voti assegnati», recita l’articolo 11 dello statuto del Bim. Sul tavolo ci saranno le motivazioni elencate dai 49 firmatari della mozione di “sfiducia costruttiva”, come prevede sempre lo statuto: questioni legate al fatto che «la dirigenza del Bim dev’essere espressione diretta delle amministrazioni in carica dei Comuni», si legge nel documento (e Cioccarelli, si sa, non è più sindaco, anche se lo statuto le consente di restare in carica fino al termine del mandato di presidente), ma soprattutto all’operatività del consorzio e all’utilizzo delle risorse del Bim.

Secondo i firmatari infatti va approvata «una nuova regolamentazione» sull’uso della parte del fondo comune che non viene destinata ai Comuni e alle Comunità montane, quota che «deve essere finalizzata meglio al raggiungimento di obiettivi significativi per le comunità locali», si legge nella mozione. Non solo: per i firmatari serve «un raccordo territoriale attraverso la conferenza dei presidenti di Bim e Comunità montane e del Comune di Sondrio, allo scopo di pianificare annualmente le azioni strategiche e la programmazione delle risorse», prosegue il documento.

Sul fronte operativo, poi, secondo i promotori della mozione di sfiducia «è necessario organizzare efficacemente» l’ente rispetto a varie questioni: «una migliore definizione dei contenziosi in corso con le aziende elettriche», si legge, l’adeguamento di canoni e sovraccanoni, «il supporto ai Comuni nelle azioni di contenzioso e nei servizi di rilevanza sovracomunale che intendono delegare al Bim». E l’azione amministrativa va «finalizzata alla salvaguardia delle prerogative del consorzio», si legge ancora nel documento, perché «a più livelli istituzionali viene messo in discussione il ruolo, e la natura stessa, dell’ente», ma le risorse dell’idroelettrico sono «imprescindibili per i Comuni, le Comunità montane e la Provincia per lo sviluppo delle attività pubbliche, gli investimenti in opere per il territorio e i servizi per il cittadino».

«Prendo atto della mozione e convocherò a breve l’esecutivo, per la convocazione dell’assemblea come previsto dallo statuto del Bim». Così, con poche parole via sms, la presidente Carla Cioccarelli ha commentato ieri sera la mozione di “sfiducia costruttiva” depositata lunedì negli uffici del consorzio.

Una riflessione, però, l’ex sindaco di Aprica l’aveva espressa venerdì scorso, interpellata dopo che le notizie sull’imminente presentazione della mozione avevano iniziato a trapelare. «Mi è difficile capire le ragioni di una decisione di questo genere - aveva commentato -, mi auguro che non si tratti di personalismi». Una perplessità dovuta a varie ragioni, dalla questione tecnica legata alla legittimità del ruolo di presidente, fino a fine mandato, in base allo statuto del Bim, fino agli aspetti politico-amministrativi.

«Nel corso dell’ultima assemblea - aveva ricordato - il bilancio di previsione è stato approvato senza alcun voto contrario, a dimostrazione che il lavoro fatto e le scelte sono state condivise dagli amministratori. Per questo sono un po’ perplessa». Cioccarelli aveva anche rivendicato la bontà del lavoro svolto dal Bim sotto la sua guida, non ultimo il “recupero” dei sei milioni di euro della centrale Enel di Monastero. «Una cifra importante - aveva spiegato - che oltre a dare ossigeno al sistema del welfare potrebbe rappresentare l’opportunità per creare quel fondo grandi investimenti di cui si è già parlato».

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