Svincolo al Trippi con sopraelevata
E tante perplessità

Viabilità Ieri la conferenza di servizi preliminare ha confermato la soluzione della scorsa primavera Baldini (Montagna): «Impattante e non risolutiva»

«Perplessità immutate» e giudizio che resta fortemente negativo. Nessuna buona nuova, non per il Comune di Montagna sul cui territorio ricade pressoché per intero l’intervento per la risoluzione del nodo del Trippi della tangenziale sud di Sondrio.

Le obiezioni

La conferenza di servizi preliminare di ieri per l’esame del progetto di fattibilità tecnica ed economica dell’opera contemplata tra quelle infrastrutturali in vista delle Olimpiadi 2026, cui ha partecipato anche il primo cittadino del capoluogo Marco Scaramellini, ha lasciato il sindaco di Montagna Barbara Baldini, che già aveva espresso forti dubbi sul progetto, con le stesse perplessità della vigilia.

«E’ una soluzione che penalizza l’abitato di Montagna piano e che, peraltro - sottolinea - non offre alcuna prospettiva per eventuali sviluppi futuri». Secondo Baldini, insomma, quel che sarà fatto non potrà essere migliorato.

Nella riunione, che si è tenuta ancora a distanza, l’ipotesi presentata ricalca quella già presentata mesi fa su cui il confronto con il territorio era stata pressoché nullo. «Nei preliminari ufficiali che ci hanno presentato - spiega Baldini - non è ancora neppure contemplata la bretella per Sondrio per chi arriva da Tirano, che consentirebbe agli abitanti di Montagna piano di andare direttamente a casa senza dover fare il giro dell’oca. Ci hanno detto che i tecnici si riservano di studiarla e che ci manderanno le tavole con gli sviluppi».

Allo stato attuale la soluzione ipotizzata per il superamento della ferrovia al Trippi e il bypass del passaggio a livello contempla dunque una nuova rotonda in viale Europa, svincolo di smistamento per la viabilità locale sostanzialmente, e un viadotto che, superata la rotatoria, comincia ad elevarsi per scavalcare l’attuale incrocio (compresa la rotonda esistente) e i binari e il ritorno in sede sulla Statale poco dopo il torrente Davaglione, davanti alla sede dell’impresa di trasporti Gianolini. Un viadotto lungo all’incirca 250 metri.

Soluzione che resta lontana dal progetto di completamento della tangenziale ipotizzata nel 2004 da Anas - un tracciato di 4,3 km dallo svincolo di Montagna a quello di Tresivio - a cui gli amministratori guardavano con grande interesse perché capace di mettere in ordine, in modo più completo, la viabilità locale.

«Solo un cerotto»

«La soluzione prospettata con il by pass - aveva già spiegato nei giorni scorsi Baldini - per noi non è la soluzione, ma soltanto un cerotto messo su una ferita che è lì da tanto tempo. La sopraelevata, oltre ad essere molto impattante dal punto di vista ambientale, non è risolutiva. Il traffico si riduce diminuendo il numero dei veicoli e costruendo infrastrutture studiate meglio e non solamente in vista di un evento che ci dice che dobbiamo spendere i soldi che ci sono adesso, ma senza prospettare la soluzione che stiamo aspettando da anni».

Da trenta almeno, quando la realizzazione della tangenziale è terminata con quell’infausta uscita direttamente sulla ferrovia. «In questi tre anni ci sono stati degli incontri - ammette -, ma ci hanno sempre proposto questa sorta di bretella volante che è un pugno nell’occhio. E soprattutto il coinvolgimento non può essere l’invio di un rendering peraltro parziale con la motivazione che non ci sono alternative».

I costi sono stati stimati in 17 milioni di euro anche se con i rincari in corso, è difficile immaginare che quella cifra basti.

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