Sversamento alla diga

arginato dai pompieri

Evitato il peggio

Hanno usato dei pannelli assorbenti speciali

Sversamento alla diga arginato dai pompieri Evitato il peggio
Gli assorbenti messi per frenare lo sversamento

Si è reso necessario l’intervento dei Carabinieri Forestali provinciali di Sondrio, lunedì, alle 13, all’alta quota di Campo Moro, a Lanzada, in Valmalenco, per lo sversamento di una sostanza oleosa rinvenuta ai piedi del basamento della diga.

Avvisati da un cittadino

«Un privato cittadino che transitava nella zona, viste le macchie oleose, ci ha subito chiamati - assicura il colonnello Andrea Turco, comandante dei Carabinieri forestali -, per cui siamo saliti a Campo Moro per un sopralluogo. Nel contempo abbiamo avvisato i responsabili dell’impianto che, subito, si sono attivati nel predisporre tutte le misure di contenimento dello sversamento. Da appurare le cause, tant’è che stiamo compiendo tutti gli accertamenti del caso, anche se, quanto verificatosi, per fortuna, non ha dato corso ad un vero e proprio danno ambientale».

Di uno sversamento contenuto, quindi, si è trattato, per quanto visibile ad occhio nudo, che non ha fatto in tempo a compromettere l’ambiente circostante ed in particolare ad inquinare le acque del torrente Cormor, noto per essere, con le sue gole, una delle mete predilette dagli appassionati del canyoning.

Entrati, questi ultimi, subito in comprensibile apprensione, ma, grazie al sollecito allarme lanciato dal passante, al pronto intervento dei Carabinieri, e all’immediato riscontro fornito dai custodi della diga, la situazione è stata tamponata all’istante, col posizionamento dei, cosiddetti, salami assorbenti, cioè dei manufatti che riescono ad attrarre le sostanze oleose ed inquinanti, per quanto, in questo caso, non si tratti di idrocarburi, evitandone la dispersione in acqua.

Forse oli delle condutture

Verosimilmente, potrebbe trattarsi di oli presenti nelle condotte idrauliche della diga, a servizio del sistema di chiusura e apertura delle paratie di fondo dell’impianto, che, come noto, con una certa periodicità, vengono alzate ed abbassate per effettuare gli scarichi.

L’ipotesi principale è che lo sversamento sia da imputare ad un qualche difetto di funzionamento di questo meccanismo, anche se, come detto, di pura ipotesi si tratta, in corso di accertamento.

Colpa o dolo da capire

Dopodiché, al pari, si tratterebbe di capire se, l’eventuale malfunzionamento, sia imputare a colpa o a dolo, se, cioè, l’episodio dipenda ad esempio, da un mancato controllo del sistema di rilascio da parte degli addetti, o da una condotta volutamente lesiva.

Ciò che, allo stato dei fatti, appare improbabile.

Tuttavia, saranno i militari della Forestale ad appurare i fatti, ricostruendo i livelli di responsabilità all’interno di Enel Green Power, la società gerente il grosso impianto per la produzione di energia idroelettrica, situato a 2000 metri di quota, realizzato fra il 1956 e il 1958, con una capacità massima di 11 milioni di metri cubi d’acqua, l’equivalente di 10.200 piscine olimpioniche.

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