Superbonus 110%

Boom di pratiche

e liste di attesa

Edilizia In Comune depositate già 130 richieste soprattutto di condomini. Due mesi per avere risposta

Superbonus 110% Boom di pratiche e liste di attesa
Il superbonus riguarda gli interventi di ristrutturazione edilizia volti al risparmio energetico

Assemblee di condominio che si susseguono freneticamente, liste d’attesa per l’avvio dei lavori, materiali esauriti e ponteggi introvabili. Sono gli effetti del superbonus 110%, la possibilità di efficientamento energetico messa a disposizione di singoli proprietari e condomini dalla legge di bilancio, anche sul territorio provinciale.

Difficoltà che vanno di pari passo con l’aggravio di lavoro per gli uffici comunali a cui bisogna rivolgersi per le pratiche edilizie relative alle dichiarazioni di conformità urbanistica-edilizia. Tanto che al solo ufficio tecnico di palazzo Pretorio ne sono arrivate 130, su un patrimonio immobiliare che contra tra i 450 e i 500 condomini. Ed è solo l’inizio.

Della questione si è parlato venerdì sera in consiglio comunale a Sondrio grazie all’interrogazione presentata da Simone Del Marco del gruppo Sondrio civica. «I provvedimenti sull’edilizia - dice Del Marco - hanno comportato un numero spropositato di richieste di accesso alle varie pratiche edilizie pregresse da parte degli utenti e ognuna di queste per essere espletata in maniera corretta richiede un dispendio di tempo non indifferente per gli addetti comunali. L’organico degli uffici competenti del Comune di Sondrio risulta insufficiente a garantire in tempi rapidi le risposte necessarie».

Ma il bonus, in attesa della sperata proroga almeno al 2023, vede tempi tecnici molto ristretti per l’obbligo di verifica delle eventuali difformità edilizie e catastali. E al momento si parla di due mesi per ottenere risposta. «L’iter - ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Carlo Mazza - comporta una dotazione di personale di cui ora siamo scarsi, di personale qualificato perché non basta prendere dei faldoni, ma serve una consulenza da chi all’interno degli uffici ha una memoria storica in grado di indirizzare e interpretare certe pratiche. Un problema che si pone soprattutto per gli incartamenti più vecchi che non sono istruiti in modo uniforme e non sono digitalizzati come invece capita per i più recenti. L’esigenza di avere più personale è evidente».

Palazzo Pretorio si è attivato per rispondere alle richieste di accesso agli atti e per poter garantire in futuro un servizio ottimale.

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