Sospesi 11 medici no vax        Sondrio, arrivano i ricorsi
Sospensioni per i medici che non si sono vaccinati (Foto by archivio)

Sospesi 11 medici no vax

Sondrio, arrivano i ricorsi

Sono soprattutto dentisti e professionisti- Il numero è alto: in provincia l’1% dei casi nazionali. Gli accertamenti spettano all’Ordine: «Errori possibili»

In provincia di Sondrio sono stati sospesi dall’Ordine dei medici 11 professionisti no vax, per lo più odontoiatri e medici libero professionisti. Non sono pochi, anzi: lo si capisce facendo un raffronto con il dato nazionale che vede 1.100 tra medici e odontoiatri sospesi in Italia, stando ai numeri comunicati un mese fa dalla Fnomceo, Federazione nazionale degli Ordini dei medici.

Insomma, l’1% dei professionisti sospesi dall’Ordine sono in provincia di Sondrio, una realtà territoriale che certo non rappresenta l’1 del nostro Paese, nè in termini di popolazione nè di numero di medici iscritti all’Ordine.

E ora cominciano ad arrivare ricorsi motivati, anche, dal cambiamento di iter da adottare per arrivare alla sospensione, un cambiamento che rischia di sovraccaricare, a dir poco, gli Ordini.

«Da adesso sarà tutto in capo a noi, e sarà a dir poco complicato gestire tutto l’iter – afferma il presidente dell’Ordine del medici della provincia di Sondrio Alessandro Innocenti , al termine proprio di una videoconferenza con i colleghi lombardi per fare il punto sulla questione -. Fino ad ora era l’Ats della Montagna, nel nostro caso, a comunicarci il nome del collega non vaccinato, ma con il nuovo decreto sarà, invece, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici a riferirci i nominativi e noi dovremo occuparci, da quanto abbiamo capito, delle varie verifiche. Gli errori, infatti, possono esserci: basti pensare che le prime richieste di sospensione che mi sono arrivate erano nei confronti di medici che, invece, si erano vaccinati. Ora, poi, la casistica si è ampliata, possono esserci colleghi che hanno fatto la prima dose e non la seconda, per non parlare dell’obbligo, adesso, anche della terza dose che implicherà, ovviamente, un ulteriore controllo».

«Sarebbe stato più logico – conclude il dottor Innocenti – che sin da subito venisse dato incarico alla Federazione di occuparsi della questione, fornendo una piattaforma nella quale trovare tutti i dati necessari per valutare la sospensione dall’Ordine. Invece, ora ci troviamo a fare i conti con un lavoro immenso e senza gli strumenti necessari».

Qualora alla Federazione non risulti la vaccinazione, l’Ordine invita l’interessato a produrre, entro 5 giorni dalla ricezione della richiesta, la documentazione comprovante l’effettuazione della vaccinazione o l’esenzione.

Decorso il termine di 5 giorni, qualora l’Ordine professionale accerti il mancato adempimento dell’obbligo vaccinale, anche con riguardo alla dose di richiamo, ne dà comunicazione alle Federazioni nazionali competenti. Per il personale che abbia un rapporto di lavoro dipendente, la comunicazione va data anche al datore di lavoro.

Accertata l’assenza di vaccino, per il lavoratore scatta l’immediata sospensione dall’esercizio delle professioni sanitarie ed è annotato nel relativo Albo professionale.

La sospensione è efficace fino alla comunicazione da parte dell’interessato all’Ordine territoriale e anche al datore di lavoro della somministrazione avvenuta. La comunicazione deve avvenire comunque non oltre il termine di 6 mesi dalla entrata in vigore del “Decreto super Green pass”. Per il periodo di sospensione non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento.


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