Sondrio, l’ingresso dei sacerdoti

Un grandissimo abbraccio

L’arciprete, don Bricola, ha chiesto «il dono dello stupore». La pioggia caduta, attesa da tempo, è stata salutata come un buon segno.

Sondrio, l’ingresso dei sacerdoti Un grandissimo abbraccio
Numerosi i momenti di incontro che hanno scandito l’ingresso del nuovo arciprete e dei suoi collaboratori, una giornata di festa e di forti emozioni
(Foto di foto Gianatti)

I tanti sondriesi che si sono radunati ieri per accogliere l’arciprete, don Christian Bricola, e i suoi collaboratori, don Alessandro Di Pascale e don Valerio Livio, hanno dimostrato quanto fosse grande l’attesa della Comunità pastorale cittadina di avere nuove figure che la guidassero. La pioggia, che ha bagnato piazza Campello proprio nel momento dei saluti ufficiali del sindaco, Alcide Molteni, e del prefetto, Giuseppe Mario Scalia, seguiti da quelli dei moderatori del Consiglio pastorale, Loretta e Riccardo Speziale, non ha scoraggiato gli intervenuti, che hanno atteso che il vescovo di Como, monsignor Oscar Cantoni, conducesse don Christian alla porta della collegiata per poter entrare nella chiesa e riempirla come in rare occasioni.

Anzi, in un anno in cui le precipitazioni non sono state abbondanti, l’acqua dal cielo è stata vista da molti come una benedizione, come un buon segno per un nuovo inizio anche nella Comunità pastorale.

Anche gli applausi, scroscianti a più riprese, hanno espresso il desiderio dei credenti di accogliere i tre sacerdoti che monsignor Cantoni ha inviato in città perché collaborino con don Ferruccio Citterio, amministratore parrocchiale nelle ultime settimane, monsignor Valerio Modenesi e la comunità salesiana. Tanti segni esterni, a cominciare dal grande striscione di benvenuto sulla torre campanaria, hanno voluto dimostrare ai nuovi arrivati che nella comunità ci sono persone che sanno darsi da fare e vogliono impegnarsi per il bene comune.

Di fede, che si traduce in opere concerete, ha voluto parlare anche l’arciprete nella sua prima omelia rivolta ai nuovi parrocchiani della città. Riprendendo la seconda lettura proposta dalla liturgia, tratta dalla lettera di San Paolo ai Tessalonicesi, il sacerdote ha sottolineato l’importanza di essere «operosi nella fede». «Uno pensa - ha aggiunto - che la fede sia soltanto qualcosa di spirituale, quando in realtà ci fa agire e pensare in maniera diversa, ci rende operosi. Perché se uno vuole bene a Gesù, non può fare altro che parlare di lui. Anche con le proprie azioni».

Don Christian Bricola ha richiamato anche il tema della «fatica della carità». Ed ha spiegato che «fare la carità non è facile». Riferendosi ai bisogni dei poveri e dei migranti, ha rimarcato che questi «ci costringono ad uscire dal nostro egoismo e da noi stessi». Ha poi aggiunto che una fatica è anche quella di «costruire la comunione, per amarci gli uni gli altri. Per questo occorrono il dialogo, la fatica e tempi lunghi».

Di fronte a tutto però, secondo la riflessione del nuovo arciprete, non deve mai mancare la speranza, il «confidare nella potenza di Dio. Perché - ha affermato - il bene vince sempre. Dobbiamo sempre rialzarci perché il Risorto ha già vinto».

Quindi, concludendo l’omelia, don Christian ha chiesto «il dono dello stupore. A Sondrio ci sono già tante persone operose nella fede, che fanno fatica nella carità e ferme nella speranza. Io non so quanto starò qui, ma chiedo al Signore che ogni giorno mi faccia incontrare qualcuno che mi testimoni la fede, la speranza e la carità».

La conoscenza con i nuovi parrocchiani, già cominciata nel primo pomeriggio, nell’incontro con i giovani all’oratorio San Rocco, è poi proseguita per i tre sacerdoti arrivati in città con il buffet proposto all’oratorio Sacro Cuore al termine della celebrazione in collegiata. Don Christian, don Alessandro e don Valerio hanno salutato i fedeli delle parrocchie in cui sono stati negli ultimi anni, ma hanno stretto mani e ricevuto sorrisi da tanti sondriesi che ieri hanno visto concludersi l’attesa di avere nuovi pastori.

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