Sondrio, chiude l’hotel Vittoria

«In ginocchio per la pandemia»

Lo hanno comunicato i gestori con una lettera in cui ringraziano la clientela

Sondrio, chiude l’hotel Vittoria «In ginocchio per la pandemia»
L’hotel Vittoria di Sondrio, che chiude i battenti

«Al nostro quartiere». Comincia così la lettera con cui la famiglia Giana e Sozzani, come si firma, annuncia l’addio all’hotel Vittoria, la struttura ricettiva di via Bernina, sulla rotonda, all’ingresso ovest della città. Un punto di riferimento saldo negli ultimi sedici anni per l’accoglienza, ma anche per gli appuntamenti culturali e politici che ha ospitato, che la pandemia ha strappato via.

La notizia della cessazione dell’attività da parte di una delle storiche famiglie dell’accoglienza e della ristorazione cittadine - prima del Vittoria c’è stata la gestione dell’albergo della Posta, prima ancora il bar Posta e il Grand hotel Malenco - circolava da qualche tempo tra i si dice di cui l’aria del capoluogo è sempre piena, e ora la lettera affissa sulla porta dell’hotel che qualcuno ha fotografato e fatto girare anche sui social, rende ufficiale ciò che prima era soltanto un’eventualità.

«Tra non molto cesseremo la nostra attività qui all’hotel Vittoria - si legge -. Il dispiacere è grande come grandi sono stati l’amore, l’impegno e la passione che in questi 16 anni abbiamo dedicato a questo albergo. Purtroppo, come abbiamo tutti appreso in questo ultimo anno, non tutto dipende solo dal nostro saper fare e dalla nostra professionalità, questa pandemia terribile ha messo in ginocchio noi e tante altre attività senza che ci si potesse opporre in alcun modo. Il nostro intento non è però quello di raccontarvi le nostre disavventure, ma quello invece di ringraziare tutti voi per la calorosa, non scontata, accoglienza che da subito siete stati capaci di riservarci».

«La facilità con la quale ci avete permesso di avvicinarci a voi, di stringere negli anni rapporti sempre più affettuosi e di amicizia, tale da condividere insieme tanti momenti belli, non lo dimenticheremo mai - prosegue la lettera indirizzata al quartiere -. Insomma noi qui ci siamo sentiti a casa e sempre circondati da calore e simpatia come mai ci era successo prima. Ci incontreremo ancora e spesso perché qui torneremo per le nostre passeggiate». M.Bor.

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