Sondrio: «Basta costruire». Variante al Pgt per cambiare rotta

Consumo di suolo La relazione dell’architetto Dinale «Sono state le richieste a portarci in questa direzione. E anche le espansioni previste in città si sono arenate»

Minor consumo di suolo perché lo dicono i dettami normativi, perché lo vogliono molti cittadini che lo hanno espressamente richiesto, ma anche perché - aspetto questo più negativo - non c’è alcun presupposto economico o sociale che possa giustificare un’ulteriore espansione del capoluogo.

È questo uno dei dati più rilevanti che emerge dalla variante del Piano di governo del territorio (Pgt) cui l’architetto Sergio Dinale - già estensore del Pgt originario - sta lavorando su incarico dell’amministrazione comunale con la collaborazione del tecnico di palazzo pretorio Luciano Balsarri.

«Abbiamo deciso di dar corso a questa variante - ha spiegato l’assessore all’Urbanista, Carlo Mazza introducendo l’illustrazione del documento nella commissione terza - perché nel corso degli ultimi dieci anni, a quando cioè risale l’ultima variante, sono cambiate molte cose. Lo sviluppo che si prevedeva ha preso direzioni diverse e sono intervenute leggi importanti come la 31 sul consumo di suolo o la 18 sulla rigenerazione urbana. Era importante fare il punto della situazione rispetto alle previsioni attuate e quelle disattese per riequilibrarle. E capire verso cosa andare».

Senza dimenticare che l’aggiornamento del documento di piano che ha scadenza ogni cinque anni (per Sondrio nel 2023), come ha spiegato lo stesso Dinale, è un obbligo di legge.

Quel che è emerso immediatamente dall’analisi di Dinale è che la variante in corso, procedimento avviato nell’aprile 2019 con incarico ad ottobre e linee di indirizzo fornite a dicembre 2020, non va verso un maggior consumo di suolo e non soltanto perché lo impone la normativa.

«Sono arrivate da parte di privati (associazioni o rappresentanze) circa 110 richieste di modifica, integrazione o altro - ha spiegato l’architetto - e il dato più rilevante è che di questi contributi una quarantina chiede di eliminare le previsioni di espansione previste dal Pgt vigente. Chiede cioè di ridurre l’occupazione di suolo ai fini edificatori e di riportare le indicazioni di piano verso le aree agricole. Soltanto 12 dei contributi arrivati chiedevano di apportare nuove previsioni di espansione e si trattava comunque di aggiustamenti modesti, più che altro rettifiche o aggiunta di un lotto».

Un dato al tempo stesso positivo e negativo. Positivo perché si arriva ad una diversa occupazione del suolo ai fini edificatori in una maniera che lo stesso Dinale ha definito «consensuale», negativo perché esprime la difficoltà socio-economica in cui versano Sondrio e i suoi abitanti.

«Non ci sono richieste di consistenti ampliamenti in termini di aree di espansione che superino i 5mila metri quadrati, per intenderci» aggiunge Dinale. Indicazioni che il Comune non è obbligato a tenere in considerazione, ma che certamente esprimono una tendenza che merita di essere valutata.

L’altro aspetto che ha mosso il piano sono gli indirizzi della giunta comunale a partire dallo stato di attuazione delle previsioni del “vecchio” documento di piano. Ebbene degli 11 ambiti di trasformazione indicati (aree che inducono modificazione d’uso rilevante) ne sono stati attuati soltanto due - all’inizio di via Ventina e in via Stelvio -, alcuni sono stati attuati in parte, ma la fetta più consistente è rimasta al palo. Gli esempi più noti, e sotto gli occhi di tutti, sono quelli dell’area ex Fossati vicino al castel Masegra, l’area Marzotto dietro via Caimi e via Ventina dove avrebbe dovuto sorgere il polo tecnologico. Una ricognizione che serve per indirizzare le nuove previsioni. Ad esempio l’area della Marzotto è stata stralciata dalla nuova variante, così come i servizi che non hanno possibilità attuative, ad esempio quelli tecnologici in via Ventina per la quale è stato pensate un ruolo legato allo sport.

Il documento in questa sua prima versione sarà consegnato e messo a disposizione per la consultazione delle parti sociali e dei soggetti interessati dalla Vas che potranno dunque proporre delle modifiche. Entro fine settembre è stata già fissata la conferenza di Vas e per ottobre è prevista l’adozione. Dopodiché partirà la fase di presentazione delle osservazioni cui seguiranno le controdeduzioni per arrivare all’approvazione finale.

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