Smaltimento dei fanghi,depuratori a rischio blocco

Una sentenza del Tar della Lombardia riduce i valori limite e le concentrazioni di idrocarburi pesanti nei fanghi da avviare all’utilizzo in agricoltura rendendo impossibile per Secam il loro conferimento.

Smaltimento dei fanghi,depuratori a rischio blocco

La notizia, sotto forma di lettera inviata dal direttore della società Andrea Mariani alle amministrazioni comunali, ma anche a Regione, Prefettura e Provincia, è piombata come un fulmine a ciel sereno sui municipi di Valtellina e Valchiavenna: se non ci saranno interventi da parte del Governo il rischio concreto è che da agosto gli scarichi finiscano in laghi e fiumi con tutte le conseguenze del caso.

La questione è al tempo stesso complessa - per le sue ricadute - e banale, per il suo sviluppo. Nei giorni scorsi il Tribunale amministrativo regionale ha emesso una sentenza, in risposta al ricorso presentato da una sessantina di Comuni di Lodigiano e Pavese sullo smaltimento dei fanghi degli impianti di depurazione riducendo i valori limite e le concentrazioni di idrocarburi pesanti nei fanghi da avviare all’utilizzo in agricoltura. Una limitazione che rende impossibile per Secam - ma le società interessate dalla sentenza sono in tutta la Lombardia - il conferimento dei fanghi prodotti dalla depurazione degli impianti gestiti con il conseguente blocco delle attività degli impianti. «A ciò - aggiunge Mariani nella comunicazione inoltrata nei giorni scorsi alle amministrazioni - si unisce l’impossibilità tecnica ed autorizzativa di stoccare in loco oltre la produzione limitata di 2/3 giorni negli impianti presenti in provincia, con conseguenti produzioni odorigene e l’inevitabile successivo sversamento nei corpi idrici del refluo qualora non fosse revocata l’istanza». Le discariche hanno ritirato gli ultimi container, ma da mercoledì anche questi ritiri sono stati bloccati.

Sempre mercoledì i gestori degli impianti di depurazione regionali sono stati convocati d’urgenza a Milano dall’assessore all’ambiente Raffaele Cattaneo per provare a fare il punto della situazione in vista anche dell’incontro che lo stesso Cattaneo ha avuto giovedìi con il ministro per l’Ambiente Sergio Costa.Ciò a cui puntano i gestori, nell’immediato, è la sospensione dell’operatività della sentenza del Tar, ma soprattutto l’entrata in vigore del decreto ministeriale su cui c’è già l’accordo e che è al momento l’unico provvedimento in grado di risolvere la criticità che si è venuta a creare.

In assenza di una qualsiasi azione di sblocco, le operazioni di depurazione - «di cui Secam non ha alcuna responsabilità» specifica chiaramente Mariani - sono destinate a terminare.

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