«Siccità, dai temporali soltanto disagi e nessun beneficio»

Il bilancio L’osservatorio Anbi: gli acquazzoni hanno provocato danni senza migliorare il bilancio idrico. Lo zero termico ha raggiunto quota 5.184. Al passo Marinelli temperature medie sempre sopra i dieci gradi

«Siccità, dai temporali soltanto disagi e nessun beneficio»
La frana caduta una settimana va in Val Zebrù dopo un temporale

Un paio di temporali serali che insieme alla pioggia di ieri sera hanno rinfrescato, ma niente di più. Non sono le precipitazioni che hanno rotto il fronte di siccità assoluta degli ultimi mesi e smorzato le temperature notturne, ma in qualche caso come le grandinate in quota creato ulteriori danni, a risolvere il problema della crisi idrica che sta flagellando soprattutto la montagna.

Nella settimana in cui il Cai ha deciso di sconsigliare l’ascesa ai 3.600 metri del rifugio Marco e Rosa per gli aumentati rischi sul tracciato che parte dalla capanna Marinelli, in cui l’acqua comincia a scarseggiare nelle seconde case e in cui le ordinanze di limitazione dell’uso in provincia sfiorano quota venti, a certificarlo arrivano dati e analisi dell’Osservatorio Anbi sulle risorse idriche.

Nel suo bollettino settimanale oltre a segnalare «la portata del fiume Po vicina alla drammatica soglia psicologica dei 100 metri cubi al secondo al rilevamento ferrarese di Pontelagoscuro, che ne decreterebbe la fine dell’immagine di “grande fiume” con tutte le conseguenze soprattutto di carattere ambientale, che ne stanno derivando; basti pensare che il record di portata minima mensile di luglio (2006) era stata finora di 237 metri cubi al secondo (mc,/sec.), mentre quest’anno si attesterà presumibilmente al di sotto di 170», l’Anbi ribadisce la straordinarietà della situazione attuale.

«Nel Nord Italia assistiamo a una condizione di siccità finora sconosciuta ed è evidente che non basterà qualche temporale a riportare in equilibrio il bilancio idrico - evidenzia Francesco Vincenzi, presidente dell’Anbi -. In questa prospettiva è ancora più preoccupante che siano proprio Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte, le regioni che, nel 2021, hanno maggiormente consumato e cementificato suolo, sottraendolo all’agricoltura ed alla naturale funzione di ricarica delle falde, accentuando al contempo il rischio idrogeologico».

Ad eccezione del lago di Como che, pur segnando nuovi record minimi è leggermente risalito dal parametro “riempimento zero” delle scorse settimane (ora 2,4%) anche grazie ai rilasci degli invasi idroelettrici, i grandi bacini settentrionali si avvicinano al livello al cui raggiungimento non potrà essere rilasciato un quantitativo d’acqua superiore a quello affluito: Iseo 2,9%; Maggiore 14,1%; Garda 30%.

In Lombardia così come in Piemonte, i violenti fenomeni temporaleschi hanno portato gravi disagi al territorio, senza sostanziali miglioramenti alla condizione idrica complessiva. L’Adda resta su valori praticamente dimezzati rispetto al consueto e le riserve idriche sono il 70% inferiori a quelle dell’anno scorso, segnando -64% rispetto alla media mensile.

Questa è anche la settimana in cui le temperature sono state elevatissime nel fondo valle, ma anche in quota: lo zero termico ha raggiunto la quota di 5.184 metri sul livello del mare in Svizzera battendo il vecchio record di 5.117 metri del 1995. Ai 3.120 metri del passo Marinelli dove c’è la stazione di rilevamento dell’Arpa Lombardia, mercoledì si sono nuovamente raggiunti i 13 gradi (erano 12 il giorno prima), ma soprattutto negli ultimi dieci giorni ci sono state temperature medie sempre intorno ai 10 gradi e minime che solo l’altro ieri sono scese sotto i 5 gradi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA