Si tuffa nell’Adda
e salva una ragazza
L’impresa dell’agente

Sondrio Sabato sera sventato un tentativo di suicidio Due poliziotti coraggiosi hanno visto la minorenne e sono riusciti a riportarla a riva. L’allarme dalla mamma

Si tuffa nell’Adda e salva una ragazza L’impresa dell’agente

Una ragazza adolescente, ancora minorenne, sabato sera si è gettata nell’Adda, tra Albosaggia e Sondrio, con l’intento di farla finita. Per fortuna non c’è riuscita, grazie all’intervento di due poliziotti, uno dei quali non ci ha pensato due volte e si è buttato nel fiume - nonostante il freddo e i rischi che questo comportasse - riuscendo ad afferrare la ragazza e a metterla in salvo, aiutato dal collega a sua volta entrato in acqua. Non è sbagliato parlare di poliziotti eroi, insomma, protagonisti di un salvataggio da telefilm, ma reale, compiuto da due uomini altruisti e coraggiosi.

La vicenda

L’allarme è scattato sabato poco prima delle 21. I due poliziotti, in servizio in questura, erano impegnati nei controlli dei Green pass quando si sono imbattuti in una donna che, per strada, urlava disperatamente.

«Aiutatemi – ha detto la donna, in preda al panico e alla disperazione – mia figlia è uscita con il cane, se n’è andata di casa, ha detto che vuole togliersi la vita. Dovete aiutarmi a trovarla».

I due agenti di polizia non hanno perso nemmeno un istante e hanno subito iniziato le ricerche della ragazza, ovviamente nella zona del fiume. Nei pressi del Sentiero Valtellina hanno notato un cane che abbaiava insistentemente, lo hanno raggiunto e trovato legato ad un albero con il guinzaglio.

Il cane era quello della ragazza, quindi con tutta probabilità se davvero si era buttata nel fiume, avrebbe dovuto farlo nelle vicinanze. I poliziotti hanno avvicinato l’auto di servizio al fiume accendendo i fari e un agente si è avventurato nel fiume.

Fortuna ha voluto che la ragazza fosse ancora lì vicina e la corrente non l’avesse trasportata: il poliziotto l’ha notata spuntare fuori dall’acqua con la testa e il busto. Senza nemmeno pensarci, e nonostante non avesse con sè protezioni o corde di sicurezza, l’agente si è tuffato in acqua e, superate le difficoltà dovute al buio, al freddo e al fondo sconnesso del fiume, è riuscito ad afferrare la ragazza. Nuotando, ha portato la ragazza verso la sponda, dove nel frattempo anche l’altro agente si era buttato. Entrambi l’hanno afferrata e portata all’asciutto.

L’adolescente era ovviamente molto agitata e molto infreddolita. I poliziotti hanno chiamato i soccorsi ed è subito arrivata anche la mamma, che ha potuto riabbracciare la figlia e non finiva mai di ringraziare i due agenti. Susanna Zambon

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