Senzatetto, problema nuovo in città

Il caso Giacigli di fortuna vicino alla stazione, per i City Angels sono otto le persone che dormono all’aperto. La consigliera Di Zinno: «Fa freddo, non ci sono posti nella casa di accoglienza e il numero di disperati è in aumento»

Senzatetto, problema nuovo in città
Il giaciglio di un setnzatetto a Sondrio

Quattro giacigli di fortuna nel parcheggio sotto piazza Garibaldi, uno ricavato sulla panchina sotto la tettoia davanti alla scuola primaria Racchetti di via Vanoni, qualcuno in stazione o sotto i portici, sempre lì vicino a piazzale Bertacchi, in base alle condizioni meteo. Persone che non hanno una casa, un letto caldo e si arrangia a trascorrere la notte come può tra le strade di Sondrio. Qualcuno per scelta, qualcun altro perché non ci sono alternative.

Gli “angeli”

L’ultimo conteggio dei City angels cittadini, guidati da Angelo Violante, che da qualche settimana si sono organizzati con due tour serali a settimana durante i quali distribuiscono coperte termiche, sacchi a pelo e giacche, tè caldo e brioche, parla di otto persone. Un italiano, lo stesso che per tutta l’estate ha dormito all’addiaccio sulle panchine dei giardinetti Sassi e che proprio non ne vuole sapere di essere seguito dai servizi sociali, come ricordano da palazzo pretorio, un indiano, un senegalese e gli altri tra pachistani e afgani.

Di notte si trovano un posto il più tranquillo e riparato possibile, di giorno bivaccano in giro per la città. Tra di loro la scorsa settimana c’era anche una donna di nazionalità russa.

Una situazione relativamente nuova per la città di Sondrio che solo negli ultimi due, tre anni ha cominciato a toccare con mano un fenomeno da sempre accostato alle realtà metropolitane, non alla tranquillità di una piccola città di provincia sempre nelle parti alte delle classifiche quando si parla di qualità della vita e di tenore di vita.

Una situazione nota all’amministrazione comunale che la sta seguendo con i servizi sociali e in collaborazione con questura e prefettura, ma che spinge la consigliera di Sondrio democratica Donatella Di Zinno a denunciare le mancate risposte ai bisogni crescenti dopo che già quest’estate la situazione era stata al centro del dibattito a palazzo pretorio.

«Allora era agosto, adesso siamo a novembre, il clima è decisamente cambiato - dice l’esponente di minoranza - e l’emergenza c’è eccome. Gli otto posti a disposizione nella casa di prima accoglienza sono occupati da tempo. Anche perché se prima della pandemia si trattava di un alloggio temporaneo, durante il Covid e ora, nel post Covid, il tempo di permanenza è cresciuto togliendo possibilità ai nuovi accessi. Come gruppo consiliare nel 2020 e nel 2021 avevamo presentato due interrogazioni sul centro di prima accoglienza per capire cosa volesse farne la giunta. La risposta dell’amministrazione è sempre stata che ci stavano lavorando».

I programmi

E in effetti c’è il progetto di ampliamento all’interno del programma PinQua nell’area ex Enel e ci sono i finanziamenti, soltanto che il piano, pur con tutta la buona volontà, non vedrà la luce prima del 2025. «Con questo però siamo al terzo inverno in cui la casa di accoglienza è satura e non si trovano posti per far dormire le persone bisognose - incalza Di Zinno -. Finché il problema riguardava una o due persone ci si poteva arrabattare in qualche modo, ma oggi la situazione è di più difficile gestione perché le persone che dormono per strada nelle vie della città sono molte di più».

Tra l’altro anche il drop in, il servizio che consentiva ai senza tetto di farsi una doccia calda è stato chiuso dall’amministrazione e ad oggi c’è solo una cooperativa che offre un servizio simile, ma minimale. La consigliera invoca una soluzione rapida «perché non ci si può affidare sempre e soltanto alla generosità dei cittadini che portano cibo, vestiti e coperte».

Il sindaco Marco Scaramellini assicura che a breve, questione di giorni, sarà riaperto il container di via Aldo Moro, inaugurato lo scorso anno per far fronte alla stessa emergenza, e gestito dalla Croce rossa che può ospitare quattro persone, ma soprattutto che il Comune sta valutando risposte più strutturate.

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