Sentiero Rusca finito e stazione per le bici
«Obiettivi raggiunti»

Bilanci Si tirano le fila del progetto Interreg Liveliness che in tre anni ha coinvolto Valtellina e Valposchiavo. Il sindaco: «Utilizzo virtuoso dei fondi europei»

Sentiero Rusca finito e stazione per le bici «Obiettivi raggiunti»
Da sinistra: Paolo Raselli, Carlo Mazza, Marco Scaramellini e Arturo Plozza

Sentiero Rusca finalmente tutto in sicurezza anche per pedoni e ciclisti, senza più promiscuità con il traffico veicolare.

E’ l’inaugurazione del tratto sondriese da Ponchiera ad Arquino del percorso che collega il capoluogo alla Valmalenco a chiudere idealmente sul fronte italiano il Progetto Interreg “Liveliness”, acronimo di Living lab per la mobilità transfrontaliera sostenibile inclusiva, che dall’ottobre 2019 ha coinvolto i partner pubblici e privati di Valtellina e Valposchiavo che hanno messo in comune, idee, esperienze e potenzialità per proporre soluzioni di mobilità sostenibile e connessioni tra le due zone montane per un nuovo modello di sviluppo in grado di accrescere la competitività dei territori.

Il culmine

Un progetto transfrontaliero culminato ieri nell’evento conclusivo organizzato al Grand Hotel della Posta, una sorta di festa seguita alla riunione del comitato di pilotaggio, utile a tracciare il bilancio di quanto fatto, ma soprattutto a rilanciare una collaborazione che attende solo di conoscere gli indirizzi del nuovo programma quadriennale Interreg (presentazione prevista per fine mese) per ripartire con nuove idee e iniziative.

«Chiudiamo questo progetto con soddisfazione - ha detto il sindaco Marco Scaramellini facendo gli onori di casa - un esempio virtuoso di come utilizzare i fondi europei da seguire anche in futuro. Ringrazio gli amici svizzeri che sono stati un partner affidabile. Per noi è stata un’esperienza molto significativa e arricchente poiché i nostri territori hanno potuto collaborare su un tema così rilevante com’è quello della transizione ecologica. Siamo sicuri che questa sia la strada giusta: il cambio di mentalità richiede tempo ma sono i giovani a guidare questo passaggio».

Secondo cardine

Oltre alla sistemazione del sentiero Rusca, con la realizzazione di due passerelle e di tratti di raccordo per eliminare il passaggio a traffico promiscuo tra Sondrio e la Valmalenco, il progetto portato avanti dal Comune di Sondrio come capofila della parte italiana di una cordata composta anche dalla Comunità montana di Sondrio, dalla società “E-Vai”, dal Politecnico di Milano e dalla sua Fondazione, oltre che dall’Anci lombarda, ha portato alla realizzazione della ciclostazione di piazzale Bertacchi per il ricovero e il noleggio delle biciclette aperta dalla scorsa primavera dopo una serie di difficoltà legate prima alla pandemia e poi al reperimento delle materie prime, che ha assorbito il 10% dei 480mila euro complessivamente a disposizione.

«La ciclostazione - ha detto Carlo Mazza, assessore comunale alla Mobilità sottolineando lo spessore del progetto Interreg e la qualità delle persone - è l’intervento più innovativo che ha bisogno di essere sostenuto perché getta le basi per un cambio di mentalità. In stazione ci sono già le postazioni del car sharing che sta dando ottimi risultati grazie soprattutto ai giovani, bisogna insistere anche per il bike sharing».

Sul fronte svizzero con Repower a fare da capofila per la Regione Bernina è stato inaugurato il servizio di car sharing a Poschiavo allo scopo di ridurre la presenza di auto private. È stata inoltre realizzata un’analisi “customer journey” dei pendolari transfrontalieri ed è stata definita una strategia di potenziamento infrastrutturale.

«Questo progetto sostenibile di collaborazione transfrontaliera dimostra la capacità di istituzioni e aziende: insieme si possono raggiungere obiettivi innovativi - ha detto Arturo Plozza, presidente della Regione Bernina -. Liveliness, progetto dinamico e vivace, conferma come la collaborazione porti vantaggi concreti alle comunità. E’ importante crederci, essere fiduciosi e positivi».

«Per Repower si è trattato di una prima volta in un progetto Interreg, addirittura come capofila gli ha fatto eco Paolo Raselli, responsabile della comunicazione di Repower Svizzera -: un’esperienza speciale sotto diversi punti di vista, per le relazioni umane e per gli obiettivi raggiunti. Il tema della sostenibilità ci sta molto a cuore ed è al centro delle iniziative soprattutto in Val Poschiavo che è un laboratorio di idee».

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