Sembra autunno, il verde pubblico è solo un ricordo

Siccità Scenari fuori stagione in giro per la città Ai Giardini Sassi ci sono già foglie gialle cadute I prati delle piscine e le aiuole sono bruciati dal sole

Sembra autunno, il verde pubblico è solo un ricordo
Prati e aiuole bruciati a Sondrio
(Foto di foto gianatti)

C’era una volta il verde. Dovrebbe essere questo, infatti, il colore principale della natura in estate, prima di lasciare il posto alle tinte calde che caratterizzano la stagione autunnale. Dovrebbe, appunto, dato che quest’anno, se si guardano prati, aiuole e alberi in centro, sembra di essere già a fine settembre.

Il caldo eccessivo e la grave carenza idrica, conseguenza della scarsità di piogge, di fatto hanno portato a nuovi scenari anche per quanto riguarda il verde pubblico. Basta fare un giro in città per accorgersene: i prati rigogliosi, tipici dell’estate, sembrano ormai un vecchio ricordo, sbiadito – o, meglio, consumato – da una canicola che si protrae da ormai troppi giorni.

È il caso, ad esempio, del manto erboso dei Giardini Sassi, in pieno centro, o delle aiuole di piazza Campello e di via Perego, di fronte a Palazzo Martinengo. I pochi fili verdi ancora rimasti sono contrastati da molti ciuffi giallastri e da parecchia terra arida, quasi sabbia, che si espande a macchia d’olio per tutto il perimetro. Come se non bastasse, sulle piante compaiono addirittura le prime foglie gialle.

Sempre ai Giardini Sassi, ma sul lato che costeggia Palazzo Sertoli, le foglie degli arbusti sono tutte raggrinzite, vista la grande sete d’acqua che non risparmia nemmeno le piante, e destinate, quindi, ben presto a cadere. Tale presentimento diventa realtà in un batter di ciglia: è sufficiente guardare il tappeto di foglie arancioni sparse sul prato secco per comprendere le dimensioni di tale fenomeno.

Non solo, dunque, l’erba ingiallita: la magia del foliage quest’anno brucia tutte le tappe e si manifesta già a fine luglio, con almeno due mesi e mezzo d’anticipo rispetto al solito. In fondo, però, sarebbe come festeggiare il Natale ancora a mezze maniche e con i pantaloni corti: parrebbe sicuramente strano – come strano, in effetti, è vedere le foglie gialle che già rotolano per terra spinte dal vento, anziché essere ancora, verdi, sui rami – e, peraltro, perderebbe quel fascino che ogni stagione porta con sé.

I prati bruciati dal sole non riguardano soltanto i Giardini Sassi. Se ci spostiamo al parco della piscina ci accorgiamo, anche qui, degli effetti della crisi idrica: l’erba, un tempo verde, ora gode di scarsissima salute, sotto i colpi di un caldo che – al momento – non sembra mollare la presa. Pure in questo caso, molte foglie secche fanno da contorno a un terreno completamente arido e riarso dal sole cocente.

Emergenza totale

Va detto, comunque, che in tutto questo il Comune di Sondrio ha le mani legate e c’è, quindi, ben poco da fare: con lo stato di emergenza regionale dichiarato a fine giugno dal presidente Attilio Fontana, è stato raccomandato, infatti, alle amministrazioni comunali di «limitare il più possibile l’impiego dell’acqua potabile per attività per le quali non ne sia necessario l’uso (lavaggio strade, irrigazione dei parchi pubblici e degli impianti sportivi)».

In sostanza, si chiede ai Comuni per primi – ma non sono certo esclusi i singoli cittadini – di contenere al massimo l’uso di acqua potabile «a causa della grave situazione di deficit idrico che sta interessando il territorio lombardo», come si legge nell’ordinanza. Con la speranza che torni presto a piovere e la vegetazione riprenda vigore.

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