Sciopero dei benzinai, in città non c’è
I gestori resteranno tutti aperti

La protesta Convinti delle rivendicazioni della categoria, ma preferiscono non aderire. E ieri alle pompe soltanto qualche auto in più per fare il pieno e chiedere informazioni

Sciopero dei benzinai, in città non c’è I gestori resteranno tutti aperti

Nessuna fila chilometrica, ma qualche auto in più alla pompa ieri s’è vista. Uno solo, comunque, è stato il quesito degli automobilisti: «Aderirete nei prossimi giorni allo sciopero?». E la risposta - almeno in città - sembra uguale per tutti gli impianti: «Condividiamo le motivazioni di fondo, ma no, lavoreremo regolarmente».

In città distributori aperti

Nonostante il tentativo in extremis del Governo, è iniziata ieri sera alle 19 l’agitazione nazionale di 48 ore dei gestori delle pompe di benzina (anche se nel momento di andare in stampa si parlava di una possibile riduzione della durata dello sciopero) Appunto, però, nel capoluogo valtellinese non si registra nessun grande cambiamento rispetto al solito.

Va comunque detto che la serrata, proclamata dalle sigle sindacali di categoria al fine di «ristabilire la verità dei fatti per aprire finalmente il confronto di merito», trova concordi i titolari degli impianti sondriesi. I quali, tuttavia, hanno scelto di garantire regolare servizio in queste ore.

Sarà così, ad esempio, in via Toti da Luca Centelleghe. «Sono d’accordo con le istanze alla base dello sciopero, ma lo stesso ho deciso di non aderirvi. Sarò quindi aperto regolarmente». Lo stesso dicasi per l’Enistation “Cioccarelli” di via Stelvio. «A chi ci chiede se domani (ossia oggi per chi legge) saremo aperti, rispondo che noi garantiremo il servizio», ci ha detto ieri il titolare della stazione di servizio alle porte della città.

Se ci si sposta dall’altra parte di Sondrio, la situazione non cambia. Luca Gaffuri, che gestisce l’impianto Retitalia in piazzale Toccalli, sarà aperto secondo i consueti orari di servizio dell’impianto. «Diversi clienti in questi giorni mi hanno chiesto e sono venuti ugualmente a fare il pieno in anticipo, onde evitare di restare a secco. Ma io ho scelto che lavorerò lo stesso».

Il cartello di sciopero non è stato affisso neppure all’impianto Eni di via dello Stadio, gestito da Donato Marveggio, che è anche presidente del Gruppo gestori impianti stradali di carburanti dell’Unione Commercio. «Visto che le pompe bianche (ovvero le stazioni di servizio indipendenti, fuori dal circuito di compagnie di distribuzione) non aderiscono allo sciopero, non avrebbe senso dal mio punto di vista tenere chiuso, per cui nei prossimi giorni lavorerò regolarmente».

Motivi giusti

Certo, «le motivazioni che hanno spinto le sigle sindacali a proclamare lo sciopero sono tutte più che condivisibili: è ora di smetterla di attribuire colpe di ogni tipo a noi gestori». Come ha spiegato Marveggio, infatti, «il nostro margine lordo è una piccolissima parte rispetto al prezzo pagato dai consumatori. Parliamo mediamente di 3,5 o 4 centesimi al litro. E non varia, anche nel caso di forti aumenti di benzina e gasolio».

C’è di più. «Le compagnie petrolifere - ha aggiunto - indicano il prezzo consigliato. Se il gestore ne applica uno più elevato, il cosiddetto “over price” va incontro a penali o contestazioni». Tra l’altro, «analizzando la dinamica dei prezzi si può notare come gli attuali, nei quali sono tornate a pesare le accise, siano in linea con quelli del marzo 2022».

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