Sanità, c’è chi chiede di stare con Sondrio

«In Alto Lario la situazione è migliorata»

Diciassette sindaci sono stati ricevuti dall’assessore regionale al Welfare. Vogliono rimanere con l’Ats della Montagna - Gallera: «Prima la fase di ascolto, poi le decisioni».

Sanità, c’è chi chiede di stare con Sondrio «In Alto Lario la situazione è migliorata»
L’assessore Gallera, al centro, con il consigliere Spelzini e i sindaci

L’Alto Lario sta con Sondrio e il Centro Lario con Como per quanto riguarda la sanità. Nell’impossibilità di dare vita a un’unica Ats lariana, soluzione prospettata nel documento a suo tempo sottoscritto dai sindaci altolariani, ognuno è andato per la propria strada e martedì mattina una delegazione di sindaci dell’Alto Lario, guidata dal presidente della Comunità montana, Mauro Robba, e in rappresentanza di 17 Comuni, è stata ricevuta dall’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera.

Erano presenti Fiorenzo Bongiasca (Gravedona e Uniti), Dino Giucastro (Pianello del Lario), Marco Pedrazzoli (Stazzona) e Davide Dadda (Trezzone), oltre al consigliere regionale altolariano Gigliola Spelzini. I primi cittadini hanno ribadito che in questi due anni e mezzo di sperimentazione all’interno dell’Ats della Montagna non si sono riscontrate particolari criticità, schierandosi comunque in difesa dell’ospedale di Menaggio, per il quale auspicano un potenziamento del personale e una maggiore integrazione dei medici di base.

«Per noi la situazione è addirittura migliorata e, se dovessimo tornare ora con Como e Varese, diventeremmo periferia della periferia – commenta Robba a questo proposito –. Nessun dubbio, insomma, sulla bontà della scelta compiuta. Per alcuni nuovi servizi, come la telemedicina, utile per i piccoli borghi montani, vedremo altri benefici nei prossimi anni». Il consigliere Spelzini, da parte sua, è realista: «Comprendo le richieste dei sindaci, che meglio di altri conoscono le necessità dei cittadini e dei loro territori. L’assessore Gallera si è detto disponibile a valutare ogni ipotesi di miglioramento e sarà mio impegno monitorare che ciò avvenga anche nella commissione speciale montagna, di cui sono presidente, e in commissione sanità, di cui faccio parte. Sarà importante fare tutte le valutazioni nell’esclusivo interesse della salute dei nostri cittadini». Facendo propria la sollecitazione dei sindaci, il presidente del consiglio regionale, Alessandro Fermi, ha confermato l’auspicio che venga presto istituito un tavolo di lavoro con la rappresentanza dei Comuni dell’attuale distretto del Medio Alto Lario per l’elaborazione di un progetto che garantisca la salvaguardia e la valorizzazione dell’ospedale di Menaggio, oltre che per il monitoraggio della riforma sociosanitaria sul territorio.

«I Comuni da Cremia a Sorico hanno deciso di rimanere all’interno dell’Ats della Montagna, mentre quelli da San Siro ad Argegno hanno optato per tornare a dipendere dall’Ats dell’Insubria – conclude lo stesso Fermi - ma le due richieste possono essere entrambe evase senza dividere il territorio».

Continua, di conseguenza, la diversità di vedute sulla riforma sanitaria che, come si ricorderà, era stata introdotta nel novembre del 2015 dall’allora presidente della Regione, Roberto Maroni. I 18 Comuni del territorio compreso da Argegno e Menaggio (e Valle Intelvi) si sono invece espressi con il ritorno all’Ats Insubria di Como.n 

«Con l’incontro con i sindaci dell’Alto Lario si conclude la fase di ascolto del territorio in merito alla collocazione dell’ospedale di Menaggio e dei servizi sul territorio. L’obiettivo primario è garantire ai cittadini servizi sanitari efficaci ed efficienti e ho garantito che tutte le istanze verranno attentamente valutate dai tecnici dell’Assessorato al Welfare». Lo ha detto l’assessore Gallera a margine dell’incontro con gli amministratori.

«Con la legge 23 di riforma del sistema sociosanitario lombardo – ha spiegato -, che ha previsto l’istituzione dell’Ats della Montagna, la Regione ha dato un segnale di grande attenzione per i territori montani e per le loro specifiche necessità. Ritengo l’impianto della riforma sia corretto e positivo, ma c’è tutta la mia disponibilità ad ascoltare le istanze che arrivano dal territorio e se necessario apporteremo piccoli miglioramenti a livello locale. Ecco perché ho garantito che alla fase di ascolto seguirà un’attenta fase di valutazione tecnica delle richieste. Coinvolgeremo i direttori generali delle due Asst competenti (Asst Valtellina e Medio Alto Lario e Asst Lariana) e delle Ats della Montagna e Insubria al fine di individuare la soluzione migliore per garantire servizi sanitari efficienti ai cittadini».

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