Referendum costituzionale, Provera vota  «sì»

Referendum costituzionale, Provera vota «sì»

«Una riforma imperfetta è meglio di nessuna riforma», l’ esponente storico della Lega, un curriculum istituzionale e politico speso tra palazzo Madama, palazzo Muzio e Bruxelles, rivendica la propria libertà di pensiero in contrasto con la linea del Carroccio.

Lo fa argomentando le ragioni di una scelta che - lo sa - gli attirerà non poche critiche da parte dei colleghi di partito, «ma - ricorda - mi sono sempre considerato un uomo libero e ho scelto di stare con la Lega per portare avanti le battaglie di libertà. Non soggiaccio ai diktat del partito che credo debba contemplare posizioni diverse».

E la sua, pur di militante «leghista e federalista» come tiene a precisare, lo è. «Sarebbe un peccato se si sprecasse questa occasione di democrazia (il referendum pur in tutti i suoi limiti ne è lo strumento più puro e perfetto) - sostiene Provera - per farne una mera scelta di parte. La strumentalizzazione politica che se ne sta facendo distoglie l’attenzione sulla sostanza della riforma che, pur perfettibile, è una riforma che ci porta nel cuore dell’Europa».

A fare la differenza nella proposta che sarà sottoposta al vaglio degli elettori, più di ogni altro, è secondo Provera il punto sulla pratica legislativa, lo snellimento cioè dell’iter che porta alla formazione delle leggi. «Adesso, con il bicameralismo perfetto - spiega dall’alto della sua esperienza parlamentare -vale la cosiddetta navetta con il passaggio da una all’altra Camera. Un percorso che ho vissuto e che trovo incompatibile con una democrazia moderna europea ed avanzata».


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