Rapinato del telefonino e picchiato. Sta meglio: dimesso dall’ospedale

Le indagini Il 24enne aggredito sabato notte in piazza Garibaldi non ha riportato lesioni gravi

Rapinato del telefonino e picchiato. Sta meglio: dimesso dall’ospedale
In piazza Garibaldi è intervenuta la polizia

È giunto in ospedale, a Sondrio in codice giallo, indice di media gravità, alle 4 di sabato, ma poche ore dopo è stato dimesso. La prognosi precisa non è nota, ma l’impressione è che il 24enne di Sondrio, vittima della rapina e del pestaggio di sabato notte nella centralissima piazza Garibaldi, se la sia cavata - fortunatamente - con contusioni varie e non certo gradevoli, ma non gravi.

A livello psicologico, però, la batosta c’è stata eccome. Perché dopo essere stato derubato del telefono cellulare, ultimo modello, del valore di più di mille euro, il giovane è stato pure percosso violentemente dal suo aggressore, un trentenne di origini cubane, Josè Rodriguez Estrad, fino a due anni fa di stanza a Sant’Antonio Valfurva e poi trasferitosi in centro città a Sondrio. E per coprirsi la fuga, l’uomo ha esploso un colpo di pistola. Che solo dopo si è capito che lo aveva fatto con una scacciacani.

Non sembra che l’aggressore abbia precedenti specifici, per cui e capire cosa lo abbia spinto ad un gesto simile non è facile. Si sa solo che, intorno alle 2 della notte fra venerdì e sabato, si è diretto in piazza Garibaldi con una pistola al seguito, rivelatasi poi essere una scacciacani e abilmente ha sfilato il cellulare al giovane, il quale però se ne è avveduto ed ha reagito. A quel punto, Rodriguez Estrada si è avventato sulla vittima con percosse che la Squadra mobile ha definito «violente». Dopodiché, considerato che il parapiglia stava destando l’attenzione delle persone presenti, ha visto bene di darsi alla fuga dopo aver sparato in aria un colpo, in modo dal dissuadere chiunque dall’avvicinarglisi.

Non è bastato però a sottrarlo alle sue responsabilità, perché gli agenti della Mobile guidati dal commissario Niccolò Battisti, unitamente ai colleghi dell’Ufficio prevenzione generale, hanno identificato e localizzato il presunto autore. Lo hanno raggiunto al suo domicilio dove, senza opporre resistenza, si è consegnato agli agenti, i quali solo a quel punto hanno potuto sincerarsi che l’arma che aveva con sé e che aveva sparato in piazza, in realtà era una scacciacani.

In casa, riferisce sempre la Polizia, gli hanno trovato anche alcune dosi di cocaina e hascic, evidentemente per uso personale, perché lo spaccio non figura fra le ipotesi di reato formulate. Gli è invece contestata la rapina, reato per il quale è stato arrestato e portato nel carcere di Sondrio a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Intervento tempestivo

Con ogni probabilità già oggi verrà sentito dal giudice, alla presenza dell’avvocato d’ufficio nominato, nella persona di William Limuti, di Sondrio. «Sono stato nominato d’ufficio - ci ha riferito da noi contattato -, ma sono fuori città e ancora non conosco i termini della questione e neppure l’assistito».

Corale la soddisfazione e l’apprezzamento in città per la tempestiva azione di ripristino della legalità e della sicurezza da parte degli agenti intervenuti, che in un’ora al massimo avevano già assicurato alla giustizia il malvivente.

Mentre i personale di Areu assisteva la vittima del pestaggio.

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