«Radioterapia e tumori, a Sondrio apparecchiature all’avanguardia»

Sanità Barbonetti: «Più di cinque milioni investiti in due anni e non è finita Alla pari di Humanitas e Ieo. Già 1200 esami con l’acceleratore e gli ecografi»

«Radioterapia e tumori, a Sondrio apparecchiature all’avanguardia»

«Questo reparto costituisce un’eccellenza della sanità provinciale e anche lombarda. E, per dirla tutta, costituisce anche un’eccezione a livello nazionale, perché non ci sono altre Radioterapie e medicine nucleari in cui il percorso di diagnosi e cura è concentrato in un solo luogo. Ciò che rappresenta un valore aggiunto per il nostro paziente».

Motivo di vanto

A dirlo, Claudio Barbonetti, direttore della Radioterapia e medicina nucleare di Asst Valtellina e Alto Lario, con sede nel seminterrato del padiglione Est dell’ospedale di Sondrio. Che, ieri mattina, affiancato da Marco Scaramellini, sindaco di Sondrio, col placet della direzione strategica di Asst Valtellina e Alto Lario, ha voluto rendere partecipi i media locali delle novità insite in un reparto che compie 50 anni il prossimo anno e dove, Barbonetti, lavora da 37.

«Posso dire che i cambiamenti intervenuti, soprattutto negli ultimi due anni, dal punto di vista tecnologico - ha detto Barbonetti -, sono enormi, e questo si deve agli investimenti effettuati da Regione Lombardia per il tramite di Asst Valtellina e Alto Lario che ha sempre corrisposto, come direzione generale e sanitaria, a tutte le richieste da me avanzate di ammodernamento della strumentazione».

«Più di 5 i milioni di euro investiti negli ultimi due anni, tant’è che oggi abbiamo un centro di diagnosi e cura dei tumori all’avanguardia a livello lombardo - ha spiegato -. Viaggiamo con una dotazione pari a quelle dell’Humanitas, dell’Istituto europeo dei tumori e dell’Istituto nazionale dei tumori e volevo che i cittadini, di tutta la provincia, dell’Alto e medio Lario, e della Valcamonica, che fanno perno su di noi, ne avessero consapevolezza».

Barbonetti ha parlato ai giornalisti nella sala in cui è stato introdotto, di recente, il nuovissimo acceleratore lineare da quasi 4 milioni di euro, di ultimissima generazione, funzionante da inizio giugno scorso e, grazie al quale, è stato possibile ridurre il numero delle sedute radioterapiche portandole da 30 a sette per il trattamento del tumore prostatico, e da 30 a 15 o a cinque, per il trattamento del tumore alla mammella.

«È una riduzione temporale importantissima, per i nostri pazienti - ha detto Barbonetti -, soprattutto per coloro che arrivano dalle zone più periferiche della provincia di Sondrio, Alta Valle e Valchiavenna, ma, anche, dall’Alto Lario e dalla Valcamonica, perché, ricordo che, in tutte le province, esiste una sola Radioterapia situata nei capoluoghi di provincia, proprio perché di strumentazione costosissima e all’avanguardia si tratta».

Oltre all’acceleratore nuovo di zecca, un secondo pure recente è in dotazione al pari della Pet, funzionante dal febbraio dello scorso anno e che già, ha effettuato 1200 esami, e al pari di tre ecografi di ultimissima generazione. «Abbiamo acquistato anche un densitometro per la Moc, acquisteremo, entro il primo semestre del prossimo anno anche una nuova Gamma Camera - ha aggiunto Barbonetti - ed abbiamo digitalizzato tutto il reparto, perché, ormai, qui, cartelle cliniche cartacee non se ne emettono più. Tutto viaggia via computer, tutto è visibile in ogni postazione medica e questo, non c’è ancora in nessun altro centro lombardo. Solo in Humanitas stanno approcciando la cosa, ma, per ora, siamo i soli».

Trenta persone al lavoro

Altro punto d’orgoglio per Barbonetti che ricorda, però, anche quanto faccia la differenza, per il reparto, poter contare su un’equipe formata e collaborativa.

«Qui si lavora con piacere, perché tutti fanno la loro parte - ha detto -. La formazione è elevata, e la dotazione organica è piena. Ho avuto, anche su questo aspetto, massima collaborazione da parte della direzione generale tant’è che oggi posso contare su sette medici, due in più di prima, su 10 tecnici, due in più, su sei infermiere, tre in più, e su cinque amministrativi, tre in più. Siamo trenta persone, al servizio di più di 500 pazienti. Erano 430 fino a tre anni fa. Oggi, abbiamo recuperato accessi da Alto Lario, Valcamonica, e, persino, da Lecco e Milano».

A Lecco, del resto, una macchina come quella in servizio da giugno in Radioterapia, ancora, non c’è.

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