«Provai la droga per scherzo a 13 anni

Dieci anni di tunnel prima di rinascere»

La giornata internazionale contro le droghe. L’Ust ha raccolto la testimonianza di Enrico, una storia emblematica

«Provai la droga per scherzo a 13 anni Dieci anni di tunnel prima di rinascere»
Enrico Pedranzini nel video in cui racconta la sua storia

«Rivincita, sopravvissuto e serenità». Tre sono le parole chiave che userebbe oggi per descrivere il suo presente, dopo essere uscito dal tunnel che ha attraversato con non poche vicissitudini ed esperienze forti Enrico Pedranzini.

Ma quando a 13 anni ha avuto il suo primo incontro con le sostanze stupefacenti, incontro del tutto casuale, come altri adolescenti - per scherzo, per sfida, noia o per chissà cosa -, cercava «inizialmente solo divertimento». Successivamente, «evasione dalla quotidianità». Invece poi «ho trovato in realtà tutte le mie debolezze. Ho trovato il disagio e il vuoto». In una sola parola: la solitudine. «Mi sono ritrovato da solo e anche un po’ senza accorgermene, perché succede tutto in maniera lenta: non te ne accorgi».

È “La storia di Enrico...”, titolo del video esclusivo, in cui il giovane sondriese 23enne, ripercorre questi anni. In maniera lucida, semplice, coraggiosa. La sua testimonianza ha uno scopo preciso: sensibilizzare nella Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droga, ieri 26 giugno, studenti e cittadinanza.

Un’iniziativa voluta dall’Ufficio scolastico territoriale di Sondrio (Ust) e dalla Prefettura.

Un un faccia a faccia di otto minuti circa - regia e videomaking sono di Nicola Bettineschi - Enrico si racconta nell’intervista condotta da Francesca Nera, visibile sul canale YouTube dell’Ust.

Chi lo conosce bene sa che il suo sorriso e la sua parlantina sono contagiosi. Ma qui Enrico raccontandosi non sorride. Si capisce che non è facile per lui ripercorrere quello che è stato. Ci vuole coraggio. E gratitudine. Tanta. Infatti oltre alla sua famiglia, «che mi ha supportato e sopportato» e agli amici del cuore - «per me sono come fratelli» -, un grazie lo rivolge alla comunità di recupero che l’ha traghettato fuori dal mondo della droga, invitando, chi dovesse vivere l’incubo in cui era finito, a chiedere aiuto.

È sul coraggio di raccontarsi che pone l’accento Fabio Molinari, spiegando il perché di questo video: «Dopo aver dato voce al mondo delle istituzioni e degli esperti, quest’anno abbiamo pensato di raccogliere la testimonianza di un ragazzo che, nonostante la giovane età, ha alle spalle un trascorso molto difficile e tormentato - spiega in una nota il dirigente dell’Ust -. Ringrazio personalmente Enrico per aver accettato di condividere con grande semplicità e coraggio la sua storia. Mi auguro vivamente che le sue parole possano fungere da monito per i nostri ragazzi ma anche un invito rivolto a tutti a non sottovalutare mai i problemi legati a qualunque forma di dipendenza».

Valore della vita e rischi sono i due concetti su cui pone l’accento il prefetto rimarcando quanto si è fatto, si sta facendo e si farà: «Le istituzioni lavorano senza sosta, da un lato, nell’attività di contrasto al traffico illecito di sostanze stupefacenti, come dimostrano anche le recenti operazioni di polizia giudiziaria, l’ultima delle quali risale proprio a venerdì mattina - dice Salvatore Pasquariello -; dall’altro, nel porre in essere tutte quelle iniziative volte ad aumentare tra bambini, ragazzi e giovani la consapevolezza del valore della vita e dei gravi pericoli che le tossicodipendenze comportano per la sua integrità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA