«Proteste per i lavori al Trippi. Così ci fate chiudere»

Montagna Incontro tra Moretti, residenti e attività Il sindaco: «Opera che ci mortifica». Tempra: «Il caos»

«Proteste per i lavori al Trippi. Così ci fate chiudere»

«B1, colpito e affondato» si direbbe se si trattasse di una battaglia navale. Solo che questo non è un gioco alla ricerca del sottomarino avversario. B1 è il nome della soluzione progettuale scelta da Anas, tra le quattro valutate attraverso una comparazione di costi e benefici, per il superamento del passaggio a livello del Trippi, in comune di Montagna e il «colpito e affondato» si è tradotto in un «colpiti e asfaltati».

«Cavalcavia fuori dalle finestre»

«Asfaltati» come hanno detto gli abitanti della zona e anche il sindaco del paese Barbara Baldini perché la soluzione prospettata, la stessa mostrata durante la riunione di ottobre, ma non quella che nelle sue osservazioni ufficiali Montagna aveva indicato come perseguibile, ovvero la C1 («acqua»), con il suo impatto sulle attività e l’abitato del Trippi, ha scatenato pesanti critiche ieri pomeriggio nella sala consiliare di palazzo Muzio dove il progetto è stato presentato dall’ingegner Nicola Prisco di Anas affiancato dal commissario per le opere olimpiche, nonché amministratore delegato della società Milano Cortina 2026, Luigi Valerio Sant’Andrea.

Al confronto chiesto e ottenuto dal presidente della Provincia Elio Moretti «perché tutti devono essere consapevoli di cosa succede», «anomalo» rispetto alla normale procedura come indicato da Sant’Andrea, oltre al sindaco, di Montagna hanno partecipato Michele Tempra, che ha fatto una valutazione tecnica del progetto, alcuni residenti che dovranno rinunciare a parte dei loro giardini e piazzali o, nel migliore dei casi, aprendo le finestre si troveranno davanti i sette metri di cavalcavia, Christian Ambrosini dell’omonima concessionaria d’auto, già oggetto di esproprio di un piazzale per la sistemazione della viabilità di ricucitura in vista dell’abolizione di un passaggio a livello e i titolari della carrozzeria Giugni e dell’impresa Gianolini che conta 80 dipendenti, accompagnati dal loro legale, l’avvocato Umberto Pillitteri.

«Si è parlato tanto di sostenibilità per queste Olimpiadi, ma questa soluzione ci mortifica, mortifica il territorio e la frazione Piano di Montagna - ha detto Baldini -. Siamo molto lontani da una soluzione accettabile». Ovvero da quella C1 che prevedeva sempre un viadotto, ma più a sud verso l’Adda, lo spostamento della ferrovia più a valle e una rotatoria finale davanti all’attuale sede della Rigamonti. «Una soluzione che prospettava un viadotto un po’ più lungo, economicamente più importante, ma meno problematico per la viabilità» ha detto Tempra. Criticità viabilistiche legate al traffico in uscita da Sondrio per il quale, dal Piano, l’unica via percorribile resta la prevista rotonda di viale Europa e per chi arriva da Piateda e Faedo con l’innesto sulla rampa della tangenziale particolarmente critica «perché non è prevista la corsia di accelerazione».

«Si congestionerà il traffico».

Senza contare i danni sulle attività economiche presenti. «E non serve dire che tanto un domani si potrà proseguire con la strada - ha detto Baldini - perché se non troviamo soldi e volontà oggi che abbiamo il Pnrr e le Olimpiadi, difficilmente li troveremo domani. Questo progetto è il mero superamento del passaggio a livello: non si proseguirà con la tangenziale, diciamolo chiaramente. Ma con questa soluzione si congestionerà tutta l’area di Montagna piano, si aumenterà il carico del traffico sulla viabilità interna creando pericoli e modificando la vita di chi ci abita. Sappiamo che non è facile, che ci sono vincoli, ma bisogna almeno provarci».

Anche perché, e questo è stato Pillitteri ad aggiungerlo, «questo progetto massacra l’attività delle aziende compromettendole in maniera drammatica. Bisogna pensare a chi vive davanti al viadotto e soprattutto avere una visione complessiva: l’opera che si realizza ora rimarrà. Questa non è un’opera indifferibile per le Olimpiadi, ma essenziale e dunque si può fare anche per stralci. Facciamo una bretellina per il 2026 e poi proseguiamo con un progetto più ampio».

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