Piazza di gioia  Sotto la statua  è una vera bolgia
Piazza invasa dai tifosi in delirio per la vittoria dell’Italia (Foto by foto gianatti)

Piazza di gioia

Sotto la statua

è una vera bolgia

Che serata Da tempo non si vedeva un tale affollamento

E tra i fumogeni qualcuno ha tentato l’assalto a Garibaldi

Hanno dovuto attendere tanto, tutta la serata, in un’incredibile e snervante altalena di emozioni, ma alla fine anche i sondriesi hanno potuto riversarsi in piazza Garibaldi per festeggiare il titolo di campione d’Europa conquistato dall’Italia di Roberto Mancini.

Dopo il decisivo rigore parato da Donnarumma a Saka e dopo aver visto capitan Chiellini alzare al cielo di Londra il trofeo, per molti il tragitto è stato breve: avendo, infatti, assistito al match in uno dei bar della piazza principale del capoluogo o comunque del centro storico, è bastato alzarsi dalla sedia e fare pochi passi per trovarsi nel cuore pulsante dei festeggiamenti.

Altri sono subito usciti da casa, ma in ogni caso in pochissimi minuti proprio piazza Garibaldi è diventata una bolgia: cori per i giocatori azzurri a anche sfottò nei confronti degli sconfitti («chi non salta un inglese è».), fumogeni rossi, bianchi e verdi, l’inno di Mameli o l’immancabile “Po po po po po” intonati a squarciagola e anche qualche petardo, unica piccola nota stonata della serata.

Sono stati soprattutto i più giovani a godersi il momento, ad abbracciarsi, cantare, brindare e immortalare la festa con i selfie o i video da pubblicare poi sui social: non sono mancate nemmeno famiglie con bambini, mentre qualcuno “meno giovane” pur in piazza ha preferito mantenersi un po’ in disparte, osservando con il sorriso e gli occhi felici i ragazzi prendersi la scena e godersi il primo (per loro) grande successo della nazionale.

Poche mascherine

Alcuni proprio tra i più giovani, in preda all’entusiasmo, si sono anche arrampicati sulla statua di Garibaldi, ma, come detto, tutto si è svolto senza problemi o vandalismi.

Certo, non si può dire che il distanziamento sia stato rispettato (ma come avrebbe potuto essere altrimenti) e in molti non indossavano la mascherina nonostante l’affollamento, ma le pattuglie delle forze dell’ordine e l’ambulanza presenti non solo in piazza Garibaldi, ma anche, ad esempio, in piazza Campello, non sono dovute intervenire per ripristinare l’ordine, sedare risse o episodi in cui la festa fosse in qualche modo degenerata.

Il corteo delle auto

In molti, vestiti d’azzurro o avvolti dalle bandiere tricolori hanno dunque scelto la piazza; altrettanti sono invece saliti in macchina o sullo scooter e hanno iniziato un infinito tour per le vie del centro caratterizzato dall’assordante e festoso suono dei clacson. Qualcuno ha addirittura caricato sul cassone del proprio camion gli amici e li ha scarrozzati per le strade di Sondrio in una notte indimenticabile che si è protratta fino alle prime ore del mattino.


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