Piano di bilancio idrico, promozione a pieni voti

Respinti. Tutti e undici i punti in cui si articolava il ricorso alla Corte di Cassazione per lo strumento strategico di supporto al governo delle acque ed in particolare per l’utilizzo idroelettrico e l’individuazione degli indirizzi per la gestione.

Piano di bilancio idrico, promozione a pieni voti

La sentenza della Cassazione, come annunciato dal presidente della Provincia Luca Della Bitta a palazzo Pretorio, è arrivata venerdì pomeriggio poco più di mezz’ora prima che Sondrio e l’intera Valle dessero l’addio a Sandro Sozzani, uno dei più strenui difensori delle acque e convinto paladino della bontà di quello strumento così tanto voluto.

Predisposto a partire dal 2008 il piano di bilancio idrico è entrato in vigore nel 2010 quando sulle scrivanie di Regione e Provincia giacevano più duecento richieste di concessioni grandi e piccole e per le quali le società idroelettriche hanno presentato ricorso. Tutti vinti in primo grado dall’amministrazione di palazzo Muzio, uno è approdato alla Corte di Cassazione provocando più di un timore.

«Una paura - spiega Della Bitta - legata al fatto che si trattava di un ricorso molto articolato. Erano undici i punti presi in esame e contestati. Noi eravamo certi della bontà del lavoro svolto, ma trattandosi di argomentazioni così ampie avrebbe potuto esserci qualche contestazione». E invece no. Su nessuno degli undici punti presi in esame la Corte di Cassazione ha dato ragione ai ricorrenti.

«Una vittoria netta, su tutta la linea - ancora Della Bitta -. È stata riconosciuta la validità del merito e del metodo, di quel percorso virtuoso intrapreso in Valle. Ed è anche stato sancito il ruolo centrale della Provincia in materia di rilascio delle concessioni».

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