“Pastasciutta antifascista”, a Faedo arrivano in 120

Organizzata dalla Cgil per ricordare la cena della famiglia Cervi contro il regime

“Pastasciutta antifascista”, a Faedo arrivano in 120
Una visione generale della tavolata
(Foto di gianatti)

FAEDO

Il campo da bocce del polifunzionale di Faedo che per tutta la giornata ha ospitato il torneo organizzato dallo Spi Cgil con il coinvolgimento dei centri per disabili di Sondrio e Somasassa trasformato a partire dalle 19,30 in una sorta di ristorante all’aperto con due lunghe tavolate e centoventi persone sedute a chiacchierare e mangiare.

E’ stata un successo la prima edizione valtellinese della “pastasciutta antifascista”, la manifestazione organizzata dalla Cgil di Sondrio e che da almeno un decennio in tutta Italia, a partire dall’Emilia dove nel 1943 a Campegine, nel reggiano, la famiglia Cervi - i cui sette figli furono trucidati di lì a poco - organizzò una grande distribuzione di pastasciutta (prodotto inviso al fascismo che puntava alle produzioni autarchiche e quindi al riso) per festeggiare l’illusoria caduta del regime.

«Essere riusciti finalmente ad organizzare la manifestazione è stato per noi motivo di grande orgoglio - dice Guglielmo Zamboni, segretario provinciale della Cgil -. L’’iniziativa era quasi pronta nel 2019, ma la mobilitazione di quella stagione contro alcune decisioni del governo Conte 2 ci ha fatto arrivare lunghi consigliandoci di rinviare il tutto all’anno successivo. Poi è arrivata la pandemia che ha bloccato tutto. L’anno scorso in via prudenziale abbiamo deciso di non farla, ora eccoci qui».

Le 120 persone presenti per una prima assoluta decretano il successo di un’iniziativa che la Cgil intende trasformare in un appuntamento fisso del 25 luglio possibilmente con il coinvolgimento delle associazioni del territorio. «Un evento - spiega Zamboni - meno caratterizzato politicamente e più conviviale, ma importante perché non solo il fascismo non è morto quel 25 luglio 1943, ma i rigurgiti di quella assurda teoria sono ancora presenti nella società come dimostra, ad esempio, l’attacco alla sede della Cgil)».

Durante la cena conviviale, Adelmo Cervi, figlio di Aldo, il terzogenito dei sette fratelli fucilati dai fascisti il 28 dicembre 1943 a Reggio Emilia, ha portato in diretta telefonica le sue riflessioni sui valori democratici «per far capire - dice Zamboni - che questa cosa ha un respiro sovra provinciale». Già a partire dal mattino e fino alle 17 con la meritata pausa pranzo, protagonisti a Faedo era stato lo Spi Cgil guidato da Sandro Bertini con i giochi di LiberEtà e in particolare il torneo di bocce a coppie che ha visto contendersi la vittoria i giocatori dello Spi affiancati da un ragazzo o una ragazza disabile dei centri provinciali. M. Bor.

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