Ora il proprietario è ufficiale
San Lorenzo a Prevostini

Sondrio L’imprenditore vinicolo ha acquistato tutto il complesso con l’ex convento che domina la città

Ora il proprietario è ufficiale San Lorenzo a Prevostini
Il complesso dell’ex convento di San Lorenzo che domina Sondrio dall’alto
(Foto di foto gianatti)

Firmato l’atto dal notaio, già trasmesso anche in Comune a Sondrio, l’ex convento di San Lorenzo che guarda la città dall’alto di Sant’Anna è ufficialmente proprietà di Mamete Prevostini che con la sua casa vinicola si occupa della vigna cinta tra le mura dell’edificio già dal 2005.

Trattativa

Nei giorni scorsi le voci della trattativa in atto con le suore della congregazione di Santa Croce di Menzingen che si rincorrono ormai da settimane si sono tradotte in realtà e con esse il sogno che Prevostini accarezza da anni, almeno dagli stessi da cui si occupa di quei filari di vite.

E’ proprio lui, il novello proprietario di uno degli edifici più importanti e simbolici per la città e la Valle, da sempre punto di riferimento per lo sguardo di chi è nato e vissuto a Sondrio, a confermarlo: «Diciamo che sì, San Lorenzo è nostro».

L’emozione attraversa la sua voce mentre lo dice. E come non capirlo. L’operazione è di quelle destinate a segnare la storia non soltanto personale e familiare di Prevostini, ma dell’intera provincia. E lui ne è consapevole.

«Dopo tutti questi anni di incontri e ragionamenti, la soddisfazione è tanta - racconta Prevostini -. Siamo lì da più di 15 anni con la vigna e in questo lasso di tempo sono successe tante cose, abbiamo lavorato tanto, siamo cresciuti in quella zona. Ho sempre creduto nelle potenzialità del territorio valtellinese, inteso anche come bellezza e ricchezza paesaggistica, come terrazzamenti e architettura. Tutte cose che ci hanno portato a questo punto, a fare questo passo importante».

Investimento

Dove importante suona quantomeno eufemistico considerata la valenza storica e strategica, non foss’altro per la posizione, del complesso e l’investimento ingente necessario. Di cifre Prevostini non vuole parlare, ma certo si parla di qualche milione di euro. Quando fu posto sul mercato la stima si aggirava intorno ai 4 milioni, ma erano altri tempi e un altro mercato, la somma pare ora essere decisamente più bassa.

«Un investimento impegnativo» si limita a dire lui che dopo il lusso, meditato e ponderato, dell’acquisto si concede quello del tempo necessario per valutare con attenzione anche ogni singolo passo perché, lo sa bene, non è concesso sbagliare.

Sviluppo

«La cosa non è immediata e neppure lo potrebbe essere - sostiene -. Oggi le cantine e i produttori devono svolgere un ruolo da protagonista a tutto campo nell’ambito del territorio valtellinese. E’ un dovere contribuire alla crescita generale positiva della Valle. Questo nostro progetto rappresenterà il primo passo nello sviluppo dell’ambiente enologico e anche gastronomico locale, uno scatto in avanti. Un progetto che non ha uguali o paragoni sul territorio. Dobbiamo trovare una strada che in Valtellina non è mai stata percorsa e che noi coraggiosamente ci accingiamo a battere per cui dobbiamo valutare e rivalutare tante cose».

Quale futuro

Dettagli non ce ne sono - «non abbiamo affidato alcun progetto» dice Prevostini -, ma che San Lorenzo diventerà tassello importante di un rinnovato ruolo della città attraverso servizi e occasioni legati al turismo enogastronomico, ricettività e ristorazione tra gli altri, è piuttosto chiaro.

«Sicuramente ci muoveremo in questa direzione - conferma Prevostini - anche perché, come ho detto, il mondo del vino deve essere responsabile anche da questo punto di vista soprattutto nella media Valle. Noi ci crediamo, io ci credo e quindi la mia scelta così importante a questo punto della mia vita lavorativa va in questa direzione. Credo alla bellezza e ricchezza paesaggistica dei terrazzamenti e al potenziale turistico della nostra terra. Questa operazione fatta da un’azienda vinicola come la nostra potrebbe trasformare il mondo del vino valtellinese, portandolo a un livello superiore».

Un’operazione che la famiglia Prevostini con orgoglio intende portare avanti da sola.

«Non è prevista alcuna partnership, è un progetto della famiglia. Tutto nostro» tiene a precisare Prevostini che anche sui tempi non si sbilancia. «Al più presto - si limita a dire - nel frattempo però ho comprato un po’ di creme solari per quest’estate per andare a prendere il sole sul terrazzo e godermi il panorama».

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