Olimpiadi di Neuroscienze
Giulio a Napoli tenta l’impresa

Successo Bertoletti va in 4° liceo classico. Ha chiesto lezioni extra alla prof «Amo latino e greco, ho voluto mettermi alla prova senza tante aspettative»

Olimpiadi di Neuroscienze Giulio a Napoli tenta l’impresa
Giulio Bertoletti e la prof Manuela Paruscio

Sta per fare le valigie per volare a Napoli per partecipare a maggio alla finale nazionale delle Olimpiadi di neuroscienze Giulio Bertoletti.

Studente del liceo classico del polo “Città di Sondrio”, dove frequenta la classe quarta, Stefano si è difeso alla grande nella fase regionale, in cui si è piazzato al primo posto pari merito con una studentessa di Cremona.

Bruno: «Grande risultato»

Un test, sostenuto nel fine settimana, il 20 marzo scorso, a Brescia. «Che dire, sono molto felice di questo risultato - racconta l’esperienza vissuta - e orgoglioso di poter rappresentare la mia scuola in finale. Una prova che mi darà anche l’opportunità di misurare la mia preparazione e di conoscere nuovi ragazzi e ragazze, quindi importante anche dal punto di vista umano». E non solo per quel che riguarda le neuroscienze. In verità è la prima volta che Giulio, originario di Sondrio, partecipa a queste Olimpiadi: «Mi sono messo alla prova, senza tante aspettative - dice -, studiando però approfonditamente».

In parte si è preparato a scuola seguendo le lezioni della sua docente di scienze naturali Manuela Paruscio, in parte da autodidatta: «È andata benissimo - si complimenta con lui Paruscio -; è stato molto bravo. D’altro canto Giulio è un ragazzo molto serio e impegnato». I suoi voti la dicono lunga su quanta passione e impegno dedichi alla scuola: lo scorso anno in pagella aveva la media del 9. «Nel primo trimestre - prosegue la prof - abbiamo studiato il sistema nervoso in classe e poi Giulio ha approfondito su altri materiali che gli ho consigliato». Neurotrasmettitori e le varie funzioni delle aree cerebrali lo intrigano, «ma le mie materie preferite sono latino e greco» confessa.

«Sono molto contenta - interviene la dirigente scolastica Giovanna Bruno -, perché questa è la dimostrazione, che non esiste la differenza tra materie scientifiche e materie umanistiche, ma il sapere è unico e le finalità del liceo sono proprio quelle di costruire competenze spendibili in tutti campi».

Prossima tappa internazionale

Le Olimpiadi delle neuroscienze rappresentano la selezione italiana della International Brain Bee, una competizione internazionale, che mette alla prova studenti delle scuole medie superiori, di età compresa fra i 13 e i 19 anni, sul loro grado di conoscenza.

Si cimentano su argomenti quali l’intelligenza, la memoria, le emozioni, lo stress, la plasticità neurale. Scopo della iniziativa, nel nostro Paese promossa dalla Società italiana di neuroscienze (Sins), la più importante società scientifica nazionale a carattere interdisciplinare per lo studio del sistema nervoso e delle sue malattie, è quello di accrescere fra gli studenti l’interesse per lo studio della struttura e del funzionamento del cervello umano e attrarre giovani talenti alla ricerca nei settori delle neuroscienze sperimentali e cliniche, che rappresentano la grande sfida del nostro millennio.

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