Olimpiadi del 2026
il sigillo definitivo
sul miliardo di euro

Con la firma del ministro dell’Economia si è concluso l’iter del decreto, in Lombardia 473 milioni Iannotti (Pd): «Viabilità e immagine, svolta per la Valle»

Olimpiadi 2026, sigillo definitivo dell’ufficialità sul miliardo di euro stanziato dal Governo per le opere infrastrutturali.

Con la firma del ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri si è concluso venerdì l’iter di adozione del decreto Mit-Mef che assegna le risorse per la realizzazione delle opere necessarie al miglioramento dell’accessibilità ai luoghi che ospiteranno l’evento olimpico. Ad annunciarlo, dopo che ne aveva parlato in collegamento con la segretaria provinciale del Partito democratico, è Paola De Micheli, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

A beneficiare del miliardo saranno Lombardia e Veneto e le due Province autonome di Trento e Bolzano. In Lombardia arriveranno 473 milioni di euro, la gran parte dei quali a favore della provincia di Sondrio. Soggetto attuatore delle opere sarà la società in house “Infrastrutture Milano-Cortina 2020-2026” che fungerà da centrale di committenza e stazione appaltante e la cui costituzione è ormai imminente.

«Grande segnale»

«Lo stanziamento del miliardo per le opere connesse alle Olimpiadi da parte del Governo è un grande segnale per la montagna lombarda e per il futuro dell’intera regione - commentano il capogruppo del Pd a palazzo Lombardia Fabio Pizzul e il consigliere regionale Raffaele Straniero -. Alla soddisfazione per il risultato ottenuto si aggiunge l’auspicio che si tratti davvero di un’occasione di rilancio per un territorio che è parte fondamentale della nostra regione».

Patrimonio di tutti

Particolarmente orgoglioso della notizia è il segretario provinciale dem Michele Iannotti: «La realizzazione degli interventi infrastrutturali che miglioreranno l’accessibilità alla nostra Valle in occasione dell’evento olimpico è fondamentale per lo sviluppo di un’area periferica come la nostra - dice -: si tratta di opere che anche dopo il 2026 rimarranno patrimonio della collettività».

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