«Olimpiadi 2026
triplicheremo Torino»

Preparativi Gli obiettivi di Fontana della prima giornata della Fondazione Milano-Cortina 2026 a Palazzo Muzio

«Olimpiadi 2026 triplicheremo Torino»
Sondrio olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 I giochi incontrano i territori
(Foto di Luca Gianatti)

Le più diffuse mai organizzate con i loro 22mila chilometri quadrati di raggio d’azione e con l’ambizione dichiarata di diventare le migliori, quelle da segnare negli annali. Sono grandi le aspettative che ruotano attorno alle Olimpiadi invernali del 2026 e non soltanto in provincia di Sondrio.

Lo si è visto, sentito e respirato ieri nella sala consiliare di palazzo Muzio dove, accolta dal presidente della Provincia Elio Moretti, ha fatta la sua prima tappa la due-giorni, che oggi sarà a Bormio, organizzata dalla Fondazione Milano-Cortina 2026 e dalla Regione Lombardia per un confronto con le istituzioni e i portatori d’interesse valtellinesi. Un interesse elevato a giudicare dalle presenze.

Ad ascoltare progetti e opportunità, vantaggi e ricadute economiche e occupazionali dei Giochi c’erano numerosi sindaci e rappresentanti istituzionali e anche i presidenti dei Consorzi turistici locali, oltre ad operatori economici e finanziari.

«Oggi si entra nel merito di quello che saranno le Olimpiadi - ha detto il presidente della Regione Attilio Fontana intervenuto subito dopo i saluti di Moretti -. Un evento unico, particolarmente apprezzato, il più seguito sportivamente parlando. E dunque dovremo farlo bene. Abbiamo tutte le condizioni perché sia così: abbiamo i posti più belli e le capacità che ci consentono di organizzare Giochi all’altezza della Lombardia e quindi i migliori».

L’ambizione è di triplicare i risultati di Torino 2006, le ultime Olimpiadi invernali italiane che hanno lasciato come eredità un +65% di presenze a Torino e complessivamente un flusso turistico passato da 3,3 milioni a 4,3 milioni di persone in tutto il Piemonte nei sei anni successivi all’evento.

Per farlo, ha rimarcato Fontana, bisognerà lavorare tutti insieme «e avere un’interlocuzione costante con la Fondazione per capire cosa si possa e si debba fare. L’eredità che le Olimpiadi lasceranno, dalle infrastrutture alla credibilità alla bellezza che avremo dimostrato al mondo, sarà il ritorno di moltissime persone qui, nei luoghi dell’evento».

Che significa non soltanto le località che ospitano le gare come Bormio e Livigno . «La visibilità legata ai Giochi aumenterà le presenze turistiche di tutta la montagna lombarda» ha assicurato l’assessore lombardo alla Montagna, Massimo Sertori.

La forza di queste Olimpiadi, lo ha ribadito con forza il presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026 Giovanni Malagò, sta proprio nei territori. «I territori - ha detto - sono gli assoluti protagonisti un appuntamento come questo. Senza il loro valore e il loro supporto non avremmo mai raggiunto neppure l’obiettivo della candidatura. Senza quello che voi eravate, noi non avremmo potuto essere».

Eccellenze

«Abbiamo avuto l’intuizione e la capacità di far comprendere a chi doveva decidere - ha aggiunto -, quanto uniche e inimitabili siano le eccellenze della Valtellina e delle altre aree geografiche che ospiteranno i Giochi invernali 2026. Eccellenze diffuse su 22mila km quadrati. Possiamo dire che siamo la prima Olimpiade dei territori, l’esempio vincente della sinergia tra la vostra genetica e le nostre esigenze».

Malagò, ma lo aveva fatto anche il presidente Fontana, ha rimarcato anche l’importanza della sostenibilità: «Una sostenibilità che deve essere innanzitutto ambientale, ma anche sociale ed economica». Concetti che hanno cambiato l’approccio all’evento anche da un punto di vista progettuale e strutturale: «Le Olimpiadi si adeguano al territorio - ha specificato Antonio Marano, direttore commerciale della Fondazione -. Il 90% degli impianti è già esistente e richiede solo degli adeguamenti. I nostri giochi, diffusi su più location, saranno corali. Ci stiamo impegnando perché il tessuto sociale del territorio assuma un valore assoluto anche attraverso gli eventi che ci saranno non solo nelle località olimpiche ma in tutta Italia da qui al 2026».

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