Morelli, deciso il futuro
E si lavora anche a Sondrio

Saporito: «A Sondalo polo per le infettive nel padiglione I Nel numero VI spazio a quaranta letti ad alta intensità di cura»

Morelli, deciso il futuro E si lavora anche a Sondrio
Il padiglione VI del Morelli ospiterà la Terapia intensiva

Asst Valtellina e Alto Lario è pronta a dare il via ai lavori di ampliamento e sistemazione delle Terapie intensive di Sondalo e Sondrio, sulla base dello stanziamento di 6 milioni di euro riferiti al, cosiddetto, “Fondo Arcuri” del maggio 2020 e, nel contempo, lavora ad una definizione degli spazi e delle attività su Sondalo, con la collocazione del polo per le malattie infettive nel I padiglione e dell’Ospedale di comunità nel VI.

«Innanzitutto con i sei milioni che abbiamo in dotazione, non appena avremo il via da parte degli uffici tecnici - dice Tommaso Saporito , direttore generale di Asst Valtellina e Alto Lario -partiremo con lo spostamento della Terapia intensiva di Sondrio dal 1° piano del padiglione sud, dove attualmente si trova cioè sopra il Pronto soccorso, al piano seminterrato, negli spazi prima occupati dai Poliambulatori. L’obiettivo è quello di porre sullo stesso piano le attività di Pronto soccorso, di Terapia intensiva e di Chirurgia, perché ricordo che nel seminterrato c’è il blocco operatorio di recente edificazione».

Questo riguardo alla realtà di Sondrio, ma, destinato a far discutere è quello pensato per Sondalo, perché, lì, l’intervento è ancor più massiccio.

«Andremo a realizzare spazi di Terapia intensiva nel IV padiglione (il primo che si incontra salendo, ndr) - dice Saporito - dove attualmente c’è la Chirurgia toracica e vascolare. L’obiettivo è di passare dagli otto letti di intensiva oggi utilizzabili a 20 letti di intensiva e altri 20 di subintensiva, così da avere a disposizione laddove necessiti, anche se la speranza è che non si presentino più necessità di questo tipo. Quaranta letti ad alta intensità di cura, senza che si debbano più ricavare spazi nei blocchi operatori, come accaduto durante le prime ondate Covid».

L’obiettivo è quello di assicurare al Morelli la capacità di fronteggiare eventuali ondate epidemiche, senza dover più sottrarre importanti spazi ad altre attività come quelle chirurgiche, come si era reso necessario fare a inizio pandemia. Anche perché le postazioni dei blocchi operatori sono le uniche già dotate dei doppi erogatori di gas medicale e delle 15 prese elettriche per posto letto che servono ad attivarne uno di intensiva.

«Il polo per le malattie infettive, poi - precisa Saporito - non potrà che essere collocato al I padiglione, che è quello storicamente deputato allo scopo. Ospita la Tisiologia e la Pneumologia e già è dotato di sei camere a pressione negativa, che durante l’emergenza Covid abbiamo utilizzato come letti di subintensiva. Questo padiglione verrà recuperato nella sua interezza, lo è già in buona misura e diverrà il polo sondalino per le malattie infettive».

Polo che i sindaci dell’Alta Valtellina vorrebbero, invece, nel VI padiglione, quello più defilato, che oggi ospita il centro vaccinale anti Covid. Lo stesso che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto essere riservato al Comitato Paraolimpico per farne una sorta di “pensionato”, inteso come centro di ritiro degli atleti in quota, perfetto anche per la presenza al Morelli di un’Unità spinale unipolare avanzata.

Ora il VI padiglione è deputato ad ospitare l’Ospedale di comunità dell’Alta Valle, forte di 20 posti letto per sub acuti. Di farne un polo per le malattie infettive non se ne parla perché - dice Saporito - «significherebbe dotarlo di Terapia intensiva di una Radiologia ad hoc, e questo servizio non riusciremmo mai a replicarlo in dotazione strumentale e di personale».

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