«Mele, la stagione stava andando bene
Il vento ha rovinato molti campi»

Nuova emergenza meteo Delle Coste (Melavì): «La fioritura era ottima, come la pezzatura

«Mele, la stagione stava andando bene Il vento ha rovinato molti campi»
Non solo meleti, un vivai danneggiato dalla tromba d’aria

«Era andata bene fino ad ora la stagione con mele che parevano di buona pezzatura, ma la tromba d’aria ci ha messo lo zampino e rovinato molti meleti». Parla il presidente di Melavì, Bruno Delle Coste, sconsolato di fronte al panorama che si è stagliato davanti agli occhi dei frutticoltori domenica sera, quando il violentissimo vento era passato.

«Tornado improvviso»

«Le zone più colpite sono quelle di Lovero e Tovo Sant’Agata - afferma Delle Coste -. I danni sono rilevanti. Le raffiche fortissime di vento hanno sradicato i meleti dal terreno che sono finiti a terra con un effetto domino. In particolare sono stati danneggiati i meleti coperti dalle reti, quelle reti che li dovevano proteggere dalla grandine e che, invece, con il loro peso e ingombro hanno fatto peggio con il vento che si è scatenato. Se le reti a tetto hanno retto, le reti che coprono a cappuccio le piante, invece, non sono riuscite a resistere alle folate e sono finite a terra con i meleti».

Delle Coste quando il maltempo è iniziato si trovava a 1.400 metri a Nemina, frazione montana di Bianzone. «Il vento ha raso a terra un bosco intero - dice -, ma un conto un bosco, un conto i frutteti dove la gente lavora. Si temeva la grandine che, invece, non è arrivata. Solo vento, ma un vento tremendo, sembrava che stesse per arrivare l’inferno».

Delle Coste è amareggiato: «Tutto era perfetto. La maturazione dei fiori in primavera era andata bene, quindi i frutti nati sulla pianta era belli, di buona pezzatura per il periodo in cui siamo. Insomma, non ci voleva proprio». Ogni anno la frutticoltura, a causa delle avversità meteorologiche o dell’attacco di insetti, soffre. Se non sono le gelate, è la grandine; se non è la grandine, sono le cimici. Insomma è davvero dura.

Anche Coldiretti si è detta preoccupata. «Il maltempo - precisa la Coldiretti Sondrio - ha colpito a macchia di leopardo con violenti temporali, trombe d’aria, allagamenti e grandine l’intera provincia. Gli ultimi episodi, che arrivano in una stagione segnata da una drammatica siccità, confermano il moltiplicarsi degli eventi estremi che fanno soffrire l’agricoltura lombarda e italiana, con un conto che a livello nazionale raggiunge i 14 miliardi di euro di danni in un decennio, tra perdite della produzione nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture».

Si è di fronte a una evidente tendenza alla tropicalizzazione con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal caldo al maltempo.

Grandinate

«Le trombe d’aria e la caduta della grandine nelle campagne sono i fenomeni più temuti e dannosi in questa fase stagionale, per le perdite irreversibili che provoca alle coltivazioni - commenta Silvia Marchesini, presidente di Coldiretti Sondrio -. Si tratta di eventi che si ripetono sempre con maggiore frequenza, ma a cambiare è anche la dimensione dei chicchi che risulta essere aumentata considerevolmente negli ultimi anni con la caduta di veri e propri blocchi di ghiaccio anche più grandi di una palla da tennis».

Restando a Tirano, il vento ha abbattuto piante anche sulla strada sopra Cologna, verso Piscina, Canali, Trivigno e Cabrella dove sono intervenuti vigili del fuoco e Protezione civile per liberare la carreggiata.

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