Mancano 95 medici su 400. Oltre mille turni agli esterni

Sanità In Asst Valtellina sono in servizio solo tre dottori sui quattro previsti Le carenze in Pronto soccorso, Radiologia, Cardiologia e Ginecologia

Mancano 95 medici su 400. Oltre mille turni agli esterni
Il Pronto soccorso dell’ospedale di Sondrio

Su 400 medici in organico in Asst Valtellina, gli effettivi in servizio sono 305. Ergo, all’appello mancano 95 camici bianchi, pari a un quarto della dotazione totale, trasversali un po’ in tutti i reparti.

Anche se a soffrire di più sono Pronto soccorso, Terapie intensive, Radiologie, Cardiologie, Neurochirurgie, e Ginecologie. In pratica non si trovano, neanche a cercarli col lanternino, anestesisti-rianimatori, cardiologi, radiologi, neurochirurghi, e ginecologi. Mentre è buona, fortunatamente, la dotazione medica in branche come Oncologia, Radioterapia e medicina nucleare, Psichiatria, e Otorino-laringoiatria.

Questo il quadro non idilliaco in Asst Valtellina e Alto Lario, tant’è che la nostra realtà figura fra quelle fotografate nel “Dataroom” di Milena Gabanelli, apparso sul Corriere della Sera, dedicato alle aziende sanitarie che utilizzano “Medici a gettone”.

Cooperative

Ebbene, fatti in 100mila i turni garantiti da cooperative di medici in un anno negli ospedali italiani, la parte del leone, dice Gabanelli, la fa proprio la Lombardia con 45.157 turni coperti da medici a gettone, dei quali, 14.682 nei Pronto soccorso.

E fra le Asst che più ricorrono a queste figure nei punti di primo intervento, c’è anche Asst Valtellina e Alto Lario.

Lo scorso anno, infatti, la nostra azienda sanitaria ha esternalizzato 1.080 turni nei Pronto soccorso di Sondrio, Sondalo, Morbegno e Chiavenna. Più di quanti ne ha appaltati il Pronto soccorso del Fatebenefratelli di Milano (703 in un anno), meno di quelli esternalizzati dall’ospedale di Varese, unitamente ai presidi di Tradate, Cittiglio, Luino e Angera (1.800) e di quelli cui ha dovuto ricorrere l’Asst di Lecco, con Merate e Bellano (addirittura 4.674).

«Purtroppo siamo nella necessità di ricorrere a cooperative di medici per garantire servizi essenziali, che altrimenti non riusciremmo a fornire - spiegano da Asst Valtellina e Alto Lario -. Solo in questi casi estremi, ma che ci sono, siamo ricorsi alle esternalizzazioni di servizi. E lo abbiamo fatto come estrema ratio, dopo aver cercato in tutti i modi soluzioni alternative, emettendo bandi per concorsi o avvisi pubblici. Che però il più delle volte vanno addirittura deserti».

Reclutamento

Da qui la necessità di rivolgersi al mondo della libera professione, magari reclutando medici in pensione o titolari di studi esterni o, ancora, mettendo a gara servizi nella speranza di trovare cooperative disponibili a lavorare in una zona così periferica qual è la nostra provincia.

Vale la pena ricordare che allo stato attuale sono molti i servizi esternalizzati e in particolare lo sono i turni notturni, dalle 20 alle 8 del mattino, dei Pronto soccorso di Sondalo e di Chiavenna e il turno diurno dalle 8 alle 20, del Punto di primo intervento di Morbegno. Ad occuparsene, in questo caso, sono gli operatori della MedRight di Milano cui tanti grattacapi ha procurato il servizio, in particolare, al Pronto soccorso di Sondalo nel primo anno di attività (dall’ottobre 2021 all’ottobre 2022), quando vi prestava servizio h 24, giorno e notte.

Problemi non legati alla qualità della prestazione in sé, ma a difficoltà di inserimento rispetto alle modalità organizzative aziendali che, ovviamente, sono diverse da Asst ad Asst,e da regione a regione, atteso che le cooperative, con i loro medici, operano su scala nazionale.

Dopodiché le esternalizzazioni sono estese a molti servizi, al di la dell’emergenza e urgenza, con riferimento, in particolare, alla Pediatria e alla Cardiologia, a Sondalo, a parte dell’attività ordinaria di Ortopedia, a Sondrio e a Sondalo, ed a parte di quella di Radiologia.

Al riguardo, ad esempio, a Chiavenna, dall’ottobre dello scorso anno, le refertazioni in Radiologia, nelle 12 ore diurne, dal lunedì al venerdì, sono garantite dagli specialisti dell’azienda ospedaliera “Civico di Cristina Benfratelli”, di Palermo.

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