Internet e rischi

«I genitori devono

vigilare e mediare»

L’incontroNella serata all’oratorio del Sacro Cuore

lo psichiatra Marcassoli e il dirigente scolastico Piazza:

«State accanto ai figli, educandoli in continuazione»

Internet e rischi «I genitori devono vigilare e mediare»
La serata al Sacro Cuore con Claudio Marcassoli e Danilo Piazza
(Foto di foto Gianatti)

Molto spesso pensiamo erroneamente che bambini e ragazzi siano esperti e competenti per quanto riguarda l’utilizzo di smartphone e pc e la frequentazione del mondo digitale; in realtà, vederli premere i tasti in maniera estremamente veloce quando chattano o osservarli mentre caricano un video su Youtube non indica questo tipo di competenza e conoscenza.

La competenza digitale, infatti, è molto più complessa e affinché un bambino o un adolescente la acquisisca è necessario che sin dai primi passi venga affiancato nell’esplorazione della rete e degli strumenti tecnologici dai genitori in primis, ma anche da insegnanti e da educatori, insomma da quegli adulti che sono (o dovrebbero essere) dotati di quel buon senso e del senso del dubbio che spesso manca proprio nei più giovani.

L’incontro

È questo il quadro emerso venerdì sera all’oratorio Sacro Cuore di Sondrio nel corso dell’incontro “Genitori e figli nell’era di internet: opportunità e rischi” che ha visto come relatori lo psichiatra e psicoterapeuta Claudio Marcassoli e il dirigente scolastico brianzolo Danilo Piazza.

«Il digitale - ha spiegato Piazza - ha portato nella società una nuova complessità e ha modificato le abitudini. I minori vivono sempre più nel digitale e quindi non si può pensare di affrontare i problemi legati al digitale stesso in regime d’emergenza. Questo approccio non va bene: bisogna, invece, educare i giovani in continuazione, questo territorio va presidiato sempre. Bisogna andare sulla rete con il proprio figlio e non si può pensare di farlo quando è ormai adolescente, ma siccome il primo accesso proprio sulla rete di solito avviene quando il bambino ha nove anni e mezzo e nell’81% dei casi avviene a casa, si deve cercare di essere a fianco del proprio figlio sin da subito. E, per quanto riguarda la scuola, quest’ultima deve ripensare i suoi modelli d’ingaggio della genitorialità».

Proprio grazie a quest’approccio, sarà più facile per bambini e ragazzi acquisire la competenza digitale e imparare a navigare in rete in modo più sano e sicuro.

La sfida

«La vera sfida - ha proseguito Piazza - è la gestione del tempo. La rete può essere un’alleata, una risorsa e uno spazio di manovra per i genitori che possono educare i loro figli alla critica e al confronto. L’importante è regolamentare luoghi e tempi, insegnare che certi passi emotivi, quelli faticosi e necessari, non vanno fatti nel mondo digitale, ma in quello analogico, educare all’attesa e a rallentare e a saper stare con sé stessi. I genitori devono trovare il modo e il tempo di mettersi a fianco dei loro figli e dar vita a questa “mediazione attiva”».

Solo così giovani e giovanissimi potranno cogliere le opportunità che offre la rete e che sono davvero molteplici (creatività, condivisione di interessi e forme di pensiero, reperimento di informazioni e contenuti) e stare alla larga dai rischi e da una frequentazione sconsiderata del mondo digitale che sempre più spesso, invece, caratterizza il loro vissuto quotidiano.

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