Insegnanti, malati
e ultra 60enni nella seconda fase

Per agosto le fasi finali

La regia del V-day è toccata a Paolo Formigoni, da pochi mesi alla guida della direzione socio sanitaria di Asst Valtellina e Alto Lario. Che ha avuto il suo bel daffare nel scegliere i primi 50 candidati fra i moltissimi, qualche centinaia, che si erano proposti per partecipare al “Vaccination day” di ieri.

Come detto le prime due dosi sono andate ad Alessandro Innocenti e Giuseppe Franzini, rispettivamente presidente degli Ordini dei medici e delle professioni infermieristiche, dopodiché, nell’ordine, è stata vaccinata Patrizia Zucchi, infettivologa, in forza ai reparti Covid sia nella prima sia nella seconda ondata, Antonio Croce, direttore del Laboratorio analisi, e Claudio Barbonetti, della Medicina nucleare e Radioterapia oncologica.

Nel giro di due ore le 50 dosi sono state somministrate da un’equipe formata da sette medici, sette infermieri, un farmacista e due operatori socio sanitari, che hanno accolto i candidati uno ad uno spiegando loro le modalità e i comportamenti da adottare subito dopo la somministrazione, analoghi, a quelli che caratterizzano le più comuni vaccinazioni.

Questo il primo step di un percorso che si annuncia lungo, ma destinato a raggiungere tutta la popolazione italiana considerato che sono 202 milioni le dosi acquistate in modo centralizzato dal commissario alla partita, Domenico Arcuri. Che verranno somministrate gratuitamente, a tutti, in quattro fasi, di cui la prima è partita proprio ieri.

«Ogni settimana arriveranno i vaccini dal punto di stoccaggio regionale, in azienda - precisa Tommaso Saporito, direttore generale di Asst Valtellina e Alto Lario - , e verranno destinati ai centri hub, nodali, di Sondrio, dove abbiamo due congelatori a - 75°, di Sondalo, dove ne abbiamo un terzo, e di Chiavenna. Qui, procederemo, in primo luogo con le vaccinazioni dei nostri operatori sanitari, medici, infermieri, operatori socio sanitari, ausiliari socio assistenziali, addetti alle pulizie, quelli che operano nei centri hub, poi passeremo agli operatori degli altri presidi, ai medici di medicina generale, ai pediatri, agli Usca, ai volontari del soccorso, agli operatori e agli ospiti delle Rsa»,

Con richiamo dopo tre settimane, ricordiamolo, perché fra il 19° e il 23° giorno dalla prima vaccinazione, il farmaco Pfizer, va riproposto. Non così funziona per gli altri vaccini attesi, il Moderna, per il quale è atteso lo sdoganamento dell’agenzia europea del farmaco, Ema, il 6 gennaio, e l’Astra Zeneca.

Il secondo step vaccinale riguarda la popolazione con più di 60 anni e fragile, gli insegnanti e il personale scolastico, quindi, terzo step per lavoratori dei servizi essenziali, detenuti nelle carceri e in comunità e persone fragili di tutte le età. Quarto e ultimo step, quello destinato alla popolazione intera. Entro agosto il percorso dovrebbe ultimarsi. Un iter lungo, ma l’unico in grado di metterci al riparo da brutte sorprese. E. Del.

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