Infortuni da Covid

Dopo i vaccini

crollo delle denunce

Analisi CislFino ad aprile di quest’anno erano state 178

Poi da maggio in avanti registrati solamente 17 casi

Infortuni da Covid Dopo i vaccini crollo delle denunce
L’Inail ha recentemente reso noti i dati delle denunce di infortunio sul lavoro relative ai primi nove mesi dell’anno in corso

Infortuni sul lavoro da Covid in calo in provincia di Sondrio, aumentano leggermente tutti gli altri. L’Inail ha recentemente reso noti i dati delle denunce di infortunio sul lavoro relative ai primi nove mesi dell’anno in corso e sul nostro territorio sono state 1.394, con una significativa diminuzione di ben 192 denunce rispetto allo stesso periodo del 2020 che fece registrare un numero complessivo di 1586 denunce.

Il confronto

«Confrontando i dati dei primi nove mesi del 2021 con quelli dello stesso periodo del 2020, si evince che il calo netto delle denunce totali di infortunio, avvenuto nell’anno in corso, è fortemente dovuto alla considerevole diminuzione delle denunce determinate dall’infezione da Covid 19 contratta in ambito lavorativo che, come è noto, è riconosciuta quale infortunio sul lavoro - spiega Michele Fedele, referente di Cisl Sondrio per salute e sicurezza sul lavoro -. Infatti, si rileva che le denunce da Covid 19, da gennaio a settembre 2021, sono state 195 a fronte delle 430 registrate nello stesso periodo del 2020, dunque, 235 denunce in meno, una diminuzione di ben oltre il 50%. Non possiamo non considerare gli effetti benefici che la campagna vaccinale ha determinato anche in ambito lavorativo, contenendo in maniera considerevole l’infezione».

Una conferma arriva anche dall’analisi dei dati riferita ai singoli mesi del 2021, che dimostra come la quasi totalità delle 195 denunce da Covid sia riferita ai primi 4 mesi del corrente anno. Infatti, fino ad aprile, le denunce sono state ben 178, invece, a partire da maggio, e cioè quando la campagna vaccinale ha coinvolto la maggior parte dei lavoratori, si sono registrate soltanto 17 denunce.

Procedendo, inoltre, ad analizzare i numeri delle denunce di infortunio, al netto di quelle da Covid, vediamo che i numeri dipingono una situazione di sostanziale stabilità, seppur con un leggero incremento nel 2021 di circa 40 denunce.

Un altro dato da considerare è quello che vede il calo degli infortuni mortali da gennaio a settembre 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020, di 5 unità: infatti, dai 7 morti registrati nel 2020 si passa ai 2 ascrivibili al corrente anno. Anche in riferimento agli infortuni mortali, purtroppo, il Covid ha fatto la sua parte nel 2020, con 3 dei 7 infortuni mortali registrati nel 2020 causati proprio dall’infezione, nessuno nell’anno in corso.

I dati del 2019

«Un’altra interessante analisi può essere quella relativa al raffronto degli infortuni denunciati nei primi 9 mesi dell’anno in corso, escludendo quelli riferiti al Covid, con quelli dello stesso periodo di 2 anni addietro, ossia del 2019, quando il coronavirus era sconosciuto - prosegue Fedele -. Si evidenzia una diminuzione netta nel 2021 di circa un terzo degli infortuni denunciati. Infatti, nei primi 9 mesi del 2019 gli infortuni denunciati erano 1.734, a fronte dei 1199 rilevati nello stesso periodo del corrente anno. Una forte diminuzione degli infortuni che, però, è strettamente legata al decremento delle ore lavorative causato dalla pandemia e che, purtroppo, ci spinge alla solita e triste considerazione secondo cui, troppo spesso, il calo del numero degli infortuni è inevitabilmente collegato alla diminuzione del lavoro».

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