Incendio a Tresivio. Al Crap: «Fiamme vicine al nostro ristorante»

Sul Monte Calvario Gurini del Crap:«I vigili del fuoco sono stati bravissimi»Il sindaco: «Ore terribili»

Incendio a Tresivio. Al Crap: «Fiamme vicine al nostro ristorante»
L’elicottero butta acqua sull’incendio al Monte Calvario
(Foto di foto gianatti)

«Le fiamme sono arrivate a cinque metri dalla nostra casa e anche se formalmente, nessuno ci ha imposto di uscire noi, le assicuro, avevamo già le valige pronte! Per fortuna, sono rimaste al loro posto, però, perché i vigili del fuoco hanno subito arginato tutto l’arginabile».

A dirlo è Lorenzo Gurini, gerente il ristorante “Al Crap”, di Tresivio, meta classica dei buongustai di casa nostra, che, nonostante tutto, ieri alle 20, già ospitava numerosi clienti.

«Noi, adesso - ci ha assicurato Gurini ieri all’ora di cena - siamo già operativi ed abbiamo i clienti ai tavoli che attendono di cenare. E questo grazie al pronto intervento dei vigili del fuoco che, subito, ci hanno raggiunti con due camionette, e, in men che non si dica, hanno domato le fiamme le quali, ripeto, erano arrivate a cinque metri dal ristorante e dalla nostra abitazione. Non il fumo, però, incredibilmente, perché quello è stato sospinto, dal vento, più verso Teglio ad una quota più bassa rispetto al Crap. Tant’è che non siamo stati e non siamo in balia, neppure di un eccessivo odore di brucio. Però il fuoco, quello l’abbiamo visto vicino, e, oltretutto, è accaduto tutto in un attimo».

Per effetto del vento che, quando è partito il rogo, dal basso, dalla zona di Poggiridenti piano, intorno alle 17, ha prodotto un effetto volano tale da far arrivare le fiamme in un istante, ai piedi del monte Calvario. E da lì sono risalite su fino a lambire l’abitato di Tresivio dalla zona del Crap.

Immediato l’allarme lanciato dai residenti e l’arrivo, sul posto, dei vigili del fuoco del distaccamento di Sondrio, unitamente ai volontari dei gruppi di Tresivio e Ponte in Valtellina. Sei le camionette dislocate nei punti nevralgici del territorio, lì, pronte a fermare l’avanzata del fronte dell’incendio, mentre, dall’alto, l’elicottero di Regione Lombardia, faceva il resto.

Sul posto, in grande fibrillazione, anche Fernando Baruffi, sindaco di Tresivio, unitamente agli uomini della Protezione civile e dell’antincendio boschivo locali, i quali, hanno dato il tutto per tutto a salvaguardia dell’abitato e degli abitanti.

«Non abbiamo evacuato nessuno, perché, fortunatamente, non è stato necessario - ci ha detto a caldo il sindaco Baruffi -, però è un momentaccio. Queste cose non dovrebbero capitare, poi incredibilmente nonostante le condizioni di siccità e di vento, capitano. A chi dare la colpa, alla fine al solito non si sa però, per il paese sono state ore terribili».

Il pericolo è rientrato intorno alle 20 di ieri, ma, a giornale in stampa, i vigili del fuoco e i volontari della protezione civile erano ancora sul posto per spegnere gli ultimi focolai.

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