Il vescovo:
«Vaccinatevi per gli altri»

Appello Cantoni durante la celebrazione in Collegiata: «Un gesto di responsabilità, superiamo l’indifferenza

Il vescovo: «Vaccinatevi per gli altri»
Il vescovo monsignor Cantoni nella foto ricordo con i sacerdoti e i chierichetti

«Questo è un tempo in cui impariamo davvero a sentirci responsabili gli uni degli altri». È il messaggio che ieri mattina il vescovo di Como, monsignor Oscar Cantoni, ha rivolto ai fedeli di Sondrio nel corso della solenne celebrazione, presieduta in Collegiata, al termine delle festività natalizie.

Favorevoli alla campagna

A partire da questa considerazione, il vescovo ha espresso alcuni pareri su un tema di grande attualità, ossia la campagna vaccinale. «Vaccinarsi, come ci ricorda il Papa, è un vero gesto d’amore, un modo concreto per prenderci cura non solo di noi stessi, ma anche degli altri». In un momento, tra l’altro, di forte ripresa della pandemia – lo ha ricordato lo stesso arciprete di Sondrio, don Christian Bricola, all’inizio della messa, che ha constatato l’assenza ancora di diversi fedeli per via della quarantena – «ora è tempo di essere solidali e di unire le nostre forze, perché nessuno sia lasciato solo e noi tutti possiamo vivere un rinnovato slancio d’amore».

Per monsignor Cantoni «sarebbe davvero una bella lezione se, anche all’interno di questa situazione così drammatica, riuscissimo a vincere l’indifferenza e il disinteresse per coltivare una cultura di pace e solidarietà».

Accompagnato dai canti della corale “Nicolò Rusca”, il vescovo ha celebrato assieme all’arciprete don Bricola, al suo predecessore, monsignor Valerio Modenesi, e al responsabile dell’oratorio di San Rocco, il salesiano don Luca Castelli. Presenti, attorno all’altare, anche don Roberto Secchi, attuale segretario vescovile, dopo essere stato vicario del capoluogo fino al 2017, e il diacono don Jacopo Compagnoni, che ha proclamato il vangelo.

«Si tratta per me di un momento prezioso – ha spiegato il presule – per assicurare la mia vicinanza fraterna a tutta la Valtellina e per garantire una comunione piena con tutte le realtà che compongono la nostra Chiesa locale».

Monsignor Cantoni ha poi sviluppato un’ampia riflessione sull’esperienza della crisi, tema già trattato nel discorso alla città di Como in occasione del Te Deum al termine dell’anno civile. «Stiamo attraversando – ha detto – un periodo molto impegnativo, di sconcerto e di paura. Dobbiamo, tuttavia, camminare insieme, confidando nell’aiuto di Dio e aiutandoci gli uni gli altri. Solo così sarà possibile davvero, come dice il papa, uscire migliori dalla crisi».

Infatti, «il Signore si interessa di ciascuno di noi: solo se ci sentiamo figli amati potremmo diffondere e portare ai fratelli la cultura della solidarietà e della pace». Un monito importante, nel giorno in cui la Chiesa ha fatto memoria del Battesimo di Gesù nel fiume Giordano. «Il Battesimo – ha proseguito – ci rende conformi a Cristo, a tal punto che possiamo ricevere la grande consolazione di sentirci figli amati e, a nostra volta, fratelli e sorelle».

«Stiamo vicini al Signore»

Da qui, dunque, il compito del cristiano. «Tocca a noi rispondere, con amore, all’amore ricevuto: la bontà di Dio non resti bloccata in noi, ma si diffonda e sia in grado di trasformare il mondo», ha concluso il vescovo.

«Anche noi abbiamo i nostri problemi – ha aggiunto in conclusione l’arciprete –, ma sono convinto che la pandemia ci abbia insegnato a stare più vicini, tra di noi e con il Signore». E i frutti, a Sondrio, già si vedono. «Lo scorso anno ci siamo regalati il nuovo consiglio pastorale: sarà lo strumento per gestire il cambiamento», ha concluso don Bricola.

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