Il ritorno dei sanitari no vax. Asst: «Non con i ricoverati»

Il quadro Sono 29 in tutto, amministrativi e sei infermieri dei quali c’è grande bisogno. Tornadù: «Nelle Rsa andranno dove serve anche a contato con gli ospiti se necessario»

Il ritorno dei sanitari no vax. Asst: «Non con i ricoverati»
Il personale no vax è stato reintegrato in servizio

«Ciascuno sarà inserito nel contesto lavorativo secondo le proprie specializzazioni, evitando le aree di ricovero».

É quanto riferiscono da Asst Valtellina e Alto Lario rispetto al reintegro degli operatori sospesi perché non vaccinati, e ritornati al lavoro dal 1° novembre scorso.

Rientrati 1° novembre

In tutto si parla di 29 lavoratori, nei quali non si annovera alcun medico, mentre sono sei gli infermieri no vax rientrati in servizio. Per il resto si tratta, soprattutto, di personale tecnico-amministrativo, che non impatta, quindi, sul servizio strettamente sanitario reso al paziente, per cui, da una parte, la gestione dei reintegri è più semplice, dall’altra, non sposta più di tanto in termini di maggior risposta ai bisogni di salute delle persone.

Nel senso che avere sei infermieri in più a disposizione è senz’altro positivo, ma non arriva ad incidere veramente, sull’organizzazione del servizio reso all’utenza. Anche se a livello complessivo, il numero degli infermieri prima sospesi e ora reintegrati in provincia di Sondrio è piuttosto alto perché si parla di 60 professionisti.

Dei quali, come osserva Asst, però solo sei lavorano nella locale azienda ospedaliera, mentre tutti gli altri operano sul territorio, vuoi nelle Rsa o nelle Rsd oppure ancora in altre strutture socio sanitarie e assistenziali, in ambulatori medici libero professionali, o come infermieri di comunità. O più semplicemente si tratta di infermieri ancora iscritti all’albo professionale ma pensionati e, magari per ciò stesso inattivi.

Nel novero ci sono anche 11 medici ed odontoiatri iscritti all’Ordine di Sondrio, per i quali è scattato il reintegro ma nessuno di questi, come detto, opera nella locale Asst. Per lo più si tratta di medici libero professionisti o pensionati.

Mentre non si annovera fra i reintegrati alcun farmacista in quanto l’Ordine di Sondrio non aveva proceduto ad alcuna sospensione di eventuale personale no vax.

Difficile, quindi, anche risalire alle strutture che si ritrovano con personale in più no vax da reintegrare anche se è una certezza che due figure professionali stanno per rientrare in servizio alla Rsa di Sondrio.

«Faranno un passaggio presso il nostro medico competente - osserva Costantino Tornadù -, dopodiché se per lui nulla osta verranno reintegrate nel loro consueto posto di lavoro indipendentemente dal fatto che operino a contatto o meno con gli ospiti».

Ovvio, lo faranno con tutte le protezioni del caso perché è noto che è stato prorogato fino al 31 dicembre prossimo l’obbligo di indossare la mascherina negli ospedali e in tutte le strutture sanitarie e socio sanitarie regionali ambulatori medici compresi. Obbligo che vige sia per i lavoratori sia per gli utenti ed i visitatori. Questo per decisione assunta, lunedì mattina, dall’assessorato al Welfare di Regione Lombardia.

Corso di formazione per ausiliari

L’impressione, tuttavia è che soprattutto nelle Rsa “affamate” come sono di personale la possibilità di poter tornare a contare anche su operatori no vax è comunque benedetta. Pur con tutti i riguardi del caso, le necessità di assistenza sono tali che ogni nuovo innesto di operatori è visto positivamente.

Sul tema vale la pena ricordare che è già partito, a Sondrio, un corso di formazione per 20 ausiliari socio sanitari, finanziato in buona parte dalla Provincia di Sondrio, mentre, a Bormio, Tirano, Morbegno e Chiavenna si sta facendo fatica a raccogliere le adesioni, nonostante la formazione sia gratuita.

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