Il prefetto lascia
«Due anni difficili ma con risultati»

CommiatoSalvatore Pasquariello passa a Varese «Pandemia affrontata con dignità istituzionale Non interrompete il lavoro sul disagio giovanile»

Il prefetto lascia «Due anni difficili ma con risultati»
Ieri mattina in Prefettura il momento di saluto

Dopo due anni e quattro mesi il prefetto Salvatore Rosario Pasquariello lascia Sondrio, in quanto nominato prefetto di Varese. Gli succede Roberto Bolognesi, alla prima nomina, in arrivo dalla Prefettura di Bergamo. Ieri mattina a palazzo Muzio è stato organizzato un momento di saluto.

Missione compiuta

«Mi sembra ieri quando abbiamo fatto la foto di gruppo per il mio arrivo. - ha ricordato Pasquariello - Questi due anni sono stati caratterizzati soprattutto dalla pandemia, evento inedito, per tutti imprevedibile, ma che abbiamo affrontato con dignità istituzionale. Tutti gli uffici hanno infatti dato il massimo, lavorando anche da casa, e hanno conseguito i risultati programmati. Le risposte ai cittadini, dunque, ci sono state e la pubblica amministrazione ha agito in modo efficace».

Per quanto riguarda, invece, l’eredità che Salvatore Rosario Pasquariello lascerà al successore a Sondrio, il prefetto ha sottolineato soprattutto l’importanza del neo costituito gruppo di lavoro sul disagio giovanile: «Ci tengo molto - ha detto - e mi sono raccomandato che continui a lavorare per verificare le conseguenze della pandemia sulla psiche dei giovani. Nel territorio non ci sono baby gang, ma il disagio è presente anche qui come dimostra il fatto che vari giovani siano stati presi in carico dai servizi psicologici e psichiatrici. Per questo, anche se la situazione è complessivamente buona anche rispetto ad altre realtà, bisogna continuare a occuparsene e non sottovalutarla».

«E’ fondamentale - ha proseguito Pasquariello - riuscire a dare indicazioni non solo ai ragazzi, ma anche ai docenti e alle famiglie, visto che spesso dietro il disagio dei giovani c’è una famiglia che offre poco in qualità dei rapporti».

Nel corso dell’incontro, poi, il prefetto uscente ha svelato un piccolo rimpianto a livello personale: «Avevo sempre sentito parlare delle bellezze di Valtellina e Valchiavenna - ha raccontato - e le poche volte che sono riuscito a visitarle mi hanno colpito oltre l’immaginabile. Purtroppo, visti prima il lockdown e poi l’atteggiamento di prudenza sempre necessario, non ne ho potuto fruire. Tornerò, però, visto che vorrei visitare il passo dello Stelvio e il passo San Marco e viaggiare sul Trenino Rosso del Bernina».

L’attività

Salvatore Rosario Pasquariello ha poi ricordato l’importanza delle visite alle principali aziende del territorio, ha ringraziato gli esponenti della stampa locale («Grazie per il rapporto di reciproca stima, fiducia e amicizia, per aver sempre colto i messaggi che volevo veicolare») e, a seguire, ha incontrato i dipendenti della Prefettura.

Il prefetto sta anche preparando un messaggio di commiato ai cittadini, mentre giovedì, insieme al presidente della Provincia Elio Moretti e al sindaco di Sondrio Marco Scaramellini aveva salutato i componenti del consiglio provinciale: «È stato un momento importante che rimarca la stretta collaborazione attuata nel corso di questi anni – ha spiegato Moretti - nell’affrontare i temi che hanno interessato il nostro territorio. Dispiace salutare chi, come il prefetto, ha intensamente lavorato per dare risposte alla nostra comunità e ha continuamente sollecitato e sostenuto le attività e le competenze di ogni realtà locale. Sono certo - ha concluso - che anche noi abbiamo contribuito ad arricchire l’esperienza del signor prefetto e che il medesimo lascerà la Valtellina con il ricordo di una terra generosa».

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