I presidi: ok ai recuperi

Ma no alle scuole

aperte d’estate

I presidi contro l’ipotesi luglio agosto in classe. Bruno: «Al massimo rinforzi a giugno e a settembre»

I presidi: ok ai recuperi Ma no alle scuole aperte d’estate
Ipotesi sul futuro delle scuole

Sì al recupero o al rinforzo di apprendimenti così come a quello della socialità e della condivisione, che la pandemia ha minato in maniera evidente. Ma a giugno e ad inizio settembre, in vista dello squillo della prima campanella del 12 settembre.

Mentre sulla possibilità di tenere aperte le scuole anche a luglio ed agosto, almeno per il momento, i presidi sono titubanti. O quanto meno preferiscono prendersi del tempo per entrare nelle pieghe del “Piano scuola estate 2021” del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi arrivato sulle loro scrivanie questa settimana.

Troppe criticità

Documento, che i dirigenti non hanno ancora avuto modo di analizzare nel dettaglio, le cui proposte ad esso collegate necessitano di passare al vaglio degli organi collegiali prima di diventare realtà.

È chiaro, che le risposte degli interpellati vanno inquadrate nell’ordine e grado di scuola che dirigono. Un conto è pensare un’estate per gli studenti delle superiori, un conto è calibrarla su un “pubblico” più giovane, come quello degli istituti comprensivi, che va dai bimbi della materna (per queste scuole le lezioni terminano il 30 giugno, nda) a quelli di terza media, che intorno a metà giugno hanno un esame di Stato da sostenere.

«Prima di entrare nel merito del “Piano scuola estate 2021” preciso che siamo ancora nel campo delle ipotesi riguardo a questo documento che non ho avuto ancora il tempo di analizzare nel profondo. Non credo però che sui licei sia necessario attivare iniziative di tipo creativo o ludico» il commento a caldo di Giovanna Bruno, dirigente dello scientifico Donegani e reggente al liceo Piazzi Lena Perpenti, in totale circa 1.200 ragazzi e ragazze.

«Diverso è il discorso invece per le ultime settimane di giugno e per le prime di settembre - prosegue Bruno -, periodi che si potrebbero dedicare a fasi importanti di rinforzo e di recupero delle discipline». A giugno subito dopo gli scrutini, per le materie insufficienti. A settembre per rinforzare la ripresa, dopo il recupero dei debiti di fine agosto, «ma anche e soprattutto per l’aspetto della socialità e della condivisione».

Per quanto riguarda luglio e agosto, anche se i docenti sembra non siano coinvolti, Bruno esclude a priori questa possibilità: «Non mi sentirei nemmeno di chiederlo. Non è che i docenti quest’anno non hanno lavorato e anche loro devono fare le ferie maturate». «Per quanto riguarda i valori contenuti e le finalità questo piano è molto bello - interviene dal De Simoni-Quadrio Gianmaria Toffi -, ma sulla sua applicabilità sono scettico e senza dubbio servirebbe diminuire il peso della burocrazia. Faccio un esempio concreto: se ho bisogno di un docente esterno per una disciplina di cui non posso disporre di un insegnante, essendo su base volontaria, della scuola, bisognerebbe che ci fossero dei fondi dedicati da spendere, senza dover fare progetti e produrre tanta carta».

«Bisogna discuterne»

«A quale tavolo bisogna sedersi per programmare queste attività?» è il quesito di Raffaella Giana, dirigente del comprensivo “Paesi Retici”, istituto che racchiude anche i plessi della Valmalenco. «Sicuramente escludo le ultime settimane di giugno, avendo sei classi terze coinvolte negli esami. Diverso è il discorso per un rientro anticipato forse ai primi di settembre, ma bisogna discuterne prima con gli organi collegiali. Penso anche alle famiglie: avranno voglia di una scuola aperta a luglio e agosto o preferiranno prendersi una pausa? O chi potrà, andare in ferie?». n

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