I nostri sindaci in Vaticano per il cardinal Cantoni: «Qui con orgoglio»

A Roma Con undici Comuni presenti, la provincia di Sondrio è stata ampiamente la più rappresentata della diocesi

I nostri sindaci in Vaticano per il cardinal Cantoni: «Qui con orgoglio»
Il gruppo dei sindaci, non solo valtellinesi, dopo la messa ieri mattina nella basilica dei guanelliani

Dall’Alta Valle a Chiavenna, passando per i comuni vicini al capoluogo. La provincia di Sondrio, in questi ultimi due giorni, è stata ottimamente rappresentata a Roma in occasione del concistoro durante il quale il vescovo Oscar Cantoni è stato creato cardinale. E non poteva essere, in fondo, altrimenti, se consideriamo il legame speciale che lega questo territorio alla diocesi lariana.

Il sostegno

Undici in tutto i primi cittadini che, fin dalle prime ore di sabato, hanno raggiunto il Vaticano per prendere parte a questo importante appuntamento. «Con orgoglio e soddisfazione, parecchi sindaci di Valtellina e Valchiavenna hanno partecipato al concistoro, rappresentando anche gli altri amministratori che non sono potuti venire. In termini numerici, con undici primi cittadini presenti, è stato il territorio indubbiamente più rappresentato».

È certo di questo Luca Della Bitta, sindaco di Chiavenna, che – con gioia – ha vissuto dapprima il momento del concistoro e, poi, la celebrazione di ieri nella basilica di san Giuseppe al Trionfale. «La nostra – prosegue – è una terra particolarmente importante per la diocesi di Como, in virtù di una tradizione di fede particolarmente radicata e per la presenza di numerosi testimoni ancora oggi». Il pensiero va, naturalmente, «alla beata Maria Laura Mainetti, ma anche al recente sacrificio di don Roberto Malgesini, due figure importanti per il vescovo e, in generale, per ciascuno di noi».

Passano le ore, ma lo stupore rimane comunque grande. «Sono cresciuto, come tanti, in amicizia con lui, chiamandolo semplicemente “don Oscar”: una persona umile e disponibile al confronto, a lui auguro di conservare sempre, nonostante i nuovi impegni, questo stile di vicinanza alle nostre comunità».

Lo stesso augurio viene rivolto a Cantoni anche da Patrizio Del Nero, primo cittadino di Albaredo per San Marco, tra i primi a condividere sabato sui social alcuni scatti con il neo-porporato. «Mi ha colpito in particolare – ci racconta, di ritorno in Valle – un passaggio dell’omelia della messa di questa mattina : il vescovo ci ha detto che “le persone pessimiste non possiedono lo Spirito Santo”. Sono completamente d’accordo: in un periodo come questo, segnato da tante difficoltà, abbiamo bisogno di persone come lui che ci spronino a continuare a credere e sperare».

Dalla Bassa Valle, anche Erica Alberti ha partecipato alle celebrazioni a nome della comunità civile di Delebio che – come ci spiega lei stessa – «ha voluto essere presente per manifestare gratitudine al cardinale soprattutto per la sua vicinanza nel periodo difficile che abbiamo affrontato dopo la scomparsa di don Alessandro (Zubiani, nda)».

Da Livigno

Questa gratitudine è condivisa anche dal sindaco di Castione Andevenno, Massimiliano Franchetti. «Il fatto che uno dei nuovi cardinali fosse il mio vescovo è stato un motivo ulteriore di gioia per me», ci racconta, palesando tanta soddisfazione per la scelta del Santo Padre. «Ha dovuto gestire parecchi momenti difficili nella vita diocesana, in primis il martirio di don Roberto Malgesini, sempre con l’animo del padre che lo contraddistingue».

Tra gli altri, non poteva mancare certo la rappresentanza della comunità di Livigno: il cognome del neo-porporato, del resto, tradisce le origini valtellinesi dei suoi antenati. Presente, a nome dell’amministrazione, il vicesindaco Thommy Cantoni che non nasconde, dunque, «la gioia e l’orgoglio di avere un cardinale legato a Trepalle, ovvero alla parrocchia più alta d’Europa». Tra l’altro, «alla lontana dovremmo avere dei parenti in comune», ci racconta.

«Le nostre comunità sono vicine al vescovo per sostenerlo in questo nuovo cammino. Sono rimasto molto colpito, anche in questa occasione, dalla sua vivacità e fermezza, caratteristiche – tra l’altro – proprie degli abitanti di Trepalle». Senza dimenticare nemmeno «l’aria frizzante dell’alta montagna e la vicinanza al cielo», le meraviglie del creato che «il nostro cardinale sempre apprezza molto», conclude.

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