Grigioni, niente chiusura
degli impianti di risalita

La decisione comunicata ieri dal governo grigionese

Grigioni, niente chiusura degli impianti di risalita
La funivia del Lagalb

Niente chiusura degli impianti di risalita. I comprensori sciistici grigionesi rimarranno aperti - come sono sempre stati in questa stagione - purché la situazione epidemiologica e le capacità degli ospedali non mutino in modo sostanziale.

Ecco la decisione comunicata ieri dal governo grigionese. In assenza di cambiamenti sostanziali, l’esecutivo retico deciderà nuovamente il 29 dicembre. Inoltre nel Cantone sono in corso a pieno regime i preparativi per effettuare le prime vaccinazioni a partire dal 4 gennaio.

L’evoluzione del numero dei casi nei Grigioni è stabile e la media dei casi positivi si attesta a circa 100 persone al giorno. Ieri 845 cittadini si trovavano in isolamento, mentre 958 erano in quarantena.

Gli ospedali regionali dispongono delle capacità sufficienti per curare sia le persone ammalate di Covid 19 sia altri pazienti. Il tasso di occupazione dei reparti di terapia intensiva rientra nella media.

Per evitare che le capacità degli ospedali si esauriscano troppo rapidamente, i gestori dei comprensori sciistici sono tenuti ad adottare tutti i provvedimenti necessari per ridurre il rischio di incidenti. Sono inoltre vietati la vendita e il consumo di bevande alcoliche nei comprensori sciistici. Ma nel complesso si tratta di una notizia incoraggiante per l’economia locale e tutti i frontalieri impiegati in questo settore.

Intanto nel Cantone dei Grigioni sono in corso a pieno regime i preparativi per poter effettuare le prime vaccinazioni a partire dal 4 gennaio, se il vaccino sarà stato fornito e la logistica sarà garantita.

Per l’Ufficio dell’igiene pubblica in primo piano vi sono la sicurezza e la fiducia della popolazione.

«Per tale ragione il Cantone non si farà coinvolgere in una competizione tra Cantoni - sottolinea il governo cantonale -. Benché il primo vaccino sia stato omologato, sussistono ancora numerose sfide. Ad esempio, la Confederazione non ha ancora emanato raccomandazioni concrete riguardo alla vaccinazione, così come non sono chiarite - aggiunge il governo di Coira - le modalità secondo le quali sarà garantita la logistica e la disponibilità dello strumento informatico federale per l’amministrazione».

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