Gli insegnanti precari e il flash mob in piazza: «No al concorsone»
Il presidio degli insegnanti (Foto by Luca Gianatti)

Gli insegnanti precari e il flash mob in piazza: «No al concorsone»

Manifestazione a Sondrio davanti all’ufficio scolastico. Anche la provocazione: «Vendesi abilitazione».

Anche Sondrio ieri pomeriggio ha detto no al concorsone: in contemporanea con altre piazze d’Italia si è tenuto un flash mob davanti all’Ufficio scolastico territoriale (Ust, ex-provveditorato), per denunciare «un concorso che risulta, come già stabilito dal Tar, discriminatorio verso coloro che hanno i requisiti richiesti precedentemente, cioè il titolo di laurea» ha rimarcato una delegazione di docenti precari delle scuole di ogni ordine e grado, che si è data appuntamento in via Donegani per consegnare ai vertici dell’Ust un documento di protesta da inviare a Roma al ministero dell’Istruzione.

Non prima però di fare a pezzi la copia della propria abilitazione. Un gesto simbolico volto ribadire quanto «sia inutile questo titolo, che ci siamo guadagnati e pagati di tasca nostra» hanno rivendicato, spiegando come prima della riforma della “Buona scuola”, l’essere in possesso dell’abilitazione si traduceva nell’immissione nelle graduatorie (cosiddette Gae, graduatorie ad esaurimento). Mentre ora le regole sono cambiate: per essere assunti bisogna superare un concorso. Aperto solo agli abilitati, esclusi invece – mentre prima non lo erano – i precari senza abilitazione.

A coordinare la delegazione, Margherita Stimolo, da dieci anni docente precaria di matematica che insegna a Livigno.


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